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Rio+20, green economy nell’ “Avvenire che vogliamo” Ambiente

Alla fase conclusiva di Rio+20 (a 20 anni dal primo Rio Earth Summit del 1992), da oggi fino a venerdì 22 giugno, partecipano, oltre ai capi di stato, più di 50mila persone, tra ambientalisti, rappresentanti di aziende e giornalisti. Il vertice comincia oggi alle 10 ora locale, le 15 in Italia, nell'immensa sala conferenze di Riocentro. La bozza, o progetto della dichiarazione finale della conferenza mondiale, approvata ieri, presenta ''molti punti interessanti” – ha dichiarato ieri all'Ansa il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, presente ai lavori dal 13 giugno-.  Per la prima volta si fa riferimento alla green economy quale infrastruttura economica di riferimento.  Il progetto di dichiarazione finale dovrà essere firmato dai 193 paesi dell'Onu al termine del vertice.

Il vertice si aprirà con l'intervento del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon. Il suo discorso sarà seguito dall'intervento della 17enne neozelandese, Brittany Trifold, simbolo dell'importanza del vertice per le generazioni future. Venti anni fa questo passaggio fu segnato dalla voce di una giovane canadese. Ci sono grandi assenti al grande Earth summit: il presidente americano Barack Obama (gli Usa sono rappresentati dal segretario di Stato Hillary Clinton), il premier britannico David Cameron, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente russo Vladimir Putin. Fra i presenti il presidente francese Francois Hollande, il presidente  sudafricano Jacob Zuma, il primo ministro indiano Manmohan Singh, il primo ministro  Wen Jiabao, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini per l'Italia, tutti provenienti dal G20 di Los Cabos, in Messico.
Dilma Rousseff, la presidente del Brasile, ospiterà a pranzo tutti i grandi del mondo e dopo i primi discorsi della giornata, solo per oggi ne sono previsti 58, si procederà alla tradizionale foto di famiglia, prima della cena di gala.

Il titolo della bozza della dichiarazione finale dell'Earth Summit, approvata ieri dalle delegazioni dei 193 paesi partecipanti, documento di 49 pagine che sarà siglato dai capi di stato e di governo nella giornata conclusiva del vertice (22 giugno), ribadisce le istanze per il futuro di tutti, generazioni del presente e del futuro: "L'avvenire che vogliamo".
La delegazione europea non è soddisfatta del testo della dichiarazione, approvato dopo estenuanti trattative, che considera poco ambizioso. L'Ue avrebbe voluto impegni più forti, in particolare per quanto concerne le modifiche alla “governance mondiale sull'ambiente e il piano Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile” che sostituirà il Millennium Goals, dopo la scadenza nel 2015. Può confortare sapere che, a quanto si è capito dal discorso del nostro ministro Corrado Clini, riportato dall'Ansa, poteva andare peggio, perché la bozza ha rischiato di non essere approvata per alcune posizioni di netta insoddisfazione. "C'è stata una mediazione dell'Italia – ha detto il ministro ricordando i colloqui avuti con i rappresentanti dell'Ue e il ministro degli esteri brasiliano, Antonio Patriota.- C'era una forte preoccupazione europea su alcune posizioni che sostanzialmente puntavano a non chiudere l'accordo perché non c'eranon consensi su alcune delle tematiche".
 

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