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Lucca e riordino delle Province, l’orientamento è no a Pisa e Livorno Politica

Parte in orario, poco dopo le 15, e si protrae fino quasi alle 9 di sera, la prima tappa del consiglio comunale di Lucca, aperto al pubblico, che si è tenuto ieri e che vedrà nuovamente riunito il consiglio domani giovedì 30 agosto. Ordine del giorno, riordino delle Province, ma il vero unico leit-motiv è uno: Lucca deve essere capoluogo. Anche se il vero problema, o meglio il problema prioritario in questa fase è: capire. Capire ad esempio, la questione degli apparati dello Stato: che destino avranno? Se ne andranno in un altro territorio se Lucca non sarà più capoluogo? E' il sindaco Tambellini a porre direttamente la questione al consiglio, che in sintesi si può ridurre al quesito: se si procede agli accorpamenti, quali saranno le competenze? Rimarranno quelle delle province attuali (quella lucchese, tramite deleghe regionali, ne ha 15, che verrebbero ridotte a 4) oppure cambieranno, e se fosse, in che modo?  E' verosimile pensare ritornino a quelle due funzioni fondamentali alla base delle Province stesse, vale a dire manutenzione stradale e degli edifici scolastici di secondo grado? E come si procederà per quanto riguarda la rete dei servizi, vero e proprio sistema vitale sia per l'economia che per la vita quotidiana dei cittadini? Quesiti che per ora appaiono senza risposte precise, affidati a nebulose dichiarazioni di vari esponenti istituzionali, magari a mezzo stampa.

Tutti o quasi, contro Alessandro Tambellini, accusato di non esprimere scelte di campo chiare e che prende anche del "don Abbondio" dai suoi avversari politici, nonostante la presa di posizione limpida a favore di Lucca capoluogo, e la richiesta prioritaria di fare chiarezza sul riordino a livello di competenze. Richiesta cui, sebbene con argomentazioni diversissime e addirittura in parte opposte, perviene anche il presidente della Provincia Stefano Baccelli. Un nodo da sciogliere ancora prima dunque di parlare di accorpamenti con Massa, con Massa e Pistoia, con Pisa e Livorno  e nonostante lo stesso presidente della Provincia spezzi una lancia in favore alla "reunion" con Massa e Pistoia, posizione caldeggiata dalla maggioranza dell'assemblea, in quanto la più "garantista" rispetto al nodo Lucca capoluogo.

In realtà il problema, prima che politico, è squisitamente economico. Il primo punto, è la necessità di andare avanti con la spending review, che, al di là dell'abusata formula inglese, è un vero e proprio decreto legge che impone (dal momento che è stato votato dal Parlamento, anche da parlamentari che ieri sedevano in consiglio e che hanno sorprendentemente espresso la propria opposizione alla stessa legge da loro approvata a Roma)  la riorganizzazione del governo del territorio. Verso un risparmio tangibile (del costo della politica ad esempio) e verso una sempre più palpabile "federazione" che, accorpando sostanzialmente servizi e opportunità in soggetti più ampi irrobustisce la loro capacità di stare sul mercato, soprattutto estero. Un esempio? L'accorpamento fra Lucca, Pisa e Livorno avrebbe come risultato un'area in grado di esprimere un aeroporto internazionale, due porti di importanza europea e oltre, una rete universitaria di rispetto mondiale, un bacino di trasporti enormemente potenziato per filiere importanti come quella lucchese della carta. Certo, l'ottica per comprendere questo specifico profilo è quella del Lander piuttosto che quella provinciale classica, o di somma delle province con perdenti e vincenti, chi prende e chi dà e basta. Un'ottica innovativa insomma, che vedrebbe come riferimenti istituzionali Comuni e Lander. 

Per quanto riguarda le voci "fuori dal coro", sono proprio le motivazioni di ordine economico  in prospettiva di medio-lungo termine a farla da padrone: per la parlamentare del Pd Raffaella Mariani la scelta di andare con Massa Carrara e Pistoia sarebbe fallimentare proprio nel lungo termine, mentre più radicale è la poszione del consigliere regionale Ardelio Pellegrinotti, sempre Pd, secondo cui non solo è necessario abolire le Province, ma dovrebbe essere varato un provvedimento assai più incisivo di quello posto in essere da Monti. Anche la consigliera regionale MarinaStaccioli, del Gruppo Misto, ha sottolineato la propria preoccupazione per una Lucca che, se passasse l'opzione Massa Carrara e Pistoia, rischierebbe di venire messa in posizione di debolezza rispetto ad aree circostanti più forti, in una posizione quasi di "accerchiamento". Anche i sindacati confederati, Cgil, Cisl e Uil cui ha dato voce Giovanni Bolognini della Cisl si schierano per un rafforzamento della rappresentatività economica e lavorativa ottenibile, secondo quanto detto, solo con la "naturale" alleanza con Livorno e Pisa.

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