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Il Comune si riorganizza, Palazzo Vecchio trema Cronaca

Riorganizzazione del Comune di Firenze, ovverossia polemiche a non finire da parte dei consiglieri comunali e forti preoccupazioni da parte dei dipendenti.
Il piano di razionalizzazione presentato ieri 24 ottobre in consiglio comunale dall’assessore Stefania Saccardi che ha sottolineato il risparmio di 500mila euro prodotto dalla sua messa in funzione, ha sollevato immediatamente le perplessità dell’assemblea.
Sul modo di presentarlo, letto per grandi punti dall’assessore stesso senza aver fornito documenti cartacei che i consiglieri potessero seguire, sul merito, sull’impostazione generale.
E se si è scatenata subito una polemica sulla questione della Direzione del consiglio comunale, prontamente chiarita dallo stesso presidente del consiglio Eugenio Giani che ha spiegato in una nota che “nell’ordinanza del sindaco sugli incarichi dirigenziali viene salvaguardata in toto l’autonomia della Direzione del Consiglio”, altri punti hanno innescato pesanti critiche. Ad esempio, l’eliminazione dell’Ufficio del Sindaco, che, secondo quanto si è finora appreso “non diminuisce il personale a chiamata”, come denunciano i consiglieri Grassi e De Zordo.
Non solo: personale “a chiamata” vale a dire senza che abbia superato i concorsi abitualmente indetti per le posizioni apicali ma scelto per affinità e fiducia ad personam anche per le Direzioni Risorse finanziarie e Cultura, due uffici particolarmente significativi, l’uno per la gestione degli spazi, la formazione del calendario eventi, la scelta delle attività esterne e degli eventuali sostegni, l’altro per la gestione dell’economia pubblica sul territorio comunale.
Intanto, la relatrice Saccardi ha posto l’accento sia sul risparmio ottenuto dalla “rivoluzione” organizzativa, che sull’intenzione di valorizzare le competenze del personale interno, che sulla scomparsa del Direttore generale sostituito da un organo collegiale di direzione di 5 membri, che, infine, sulla snellezza del nuovo sistema, che porta le 3 macroaree inaugurate dalla venuta di Renzi (che rimanevano in posizione gerarchica inferiore rispetto al Direttore generale) a 5.
Di fatto, l’organo collegiale che sostituirà il Direttore generale sarà composto dai 5 direttori di macroarea, e dunque aumenteranno di due le figure di direzione, rispetto alle tre precedenti: una, nella figura dell’ex-direttore generale Menduni, l’altra, in quella dell’attuale capo dei vigili Antonella Manzione, che diventerà a sua volta direttore di macroarea, facente parte dell’organo collegiale di direzione.
In realtà dunque le figure direzionali aumenteranno rispetto al passato.
Ma la rivoluzione renziana non è ancora finita: a novembre voci del Palazzo danno per certo un ridimensionamento delle P.O., le posizioni organizzative comunali, che potrebbero passare da circa 220 a 150, con una riduzione di circa 70 posizioni. E i dipendenti comunali cominciano a preoccuparsi anche per altre voci, per ora semplici rumors, secondo cui potrebbero venire toccati anche orari accessori e premi incentivanti.

 

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