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Ripresa: ICT in ritardo, occorrono capitale umano e reti per la ricerca Economia

Reggio Emilia – Senza industria manifatturiera non c’è futuro per l’economia italiana. E’ una consapevolezza che sta alla base del piano di sviluppo in Toscana dove Enrico Rossi ha fatto da tempo giustizia di tutte le teorie sulla decrescita felice e sulla trasformazione della Toscana  in un gigantesco parco divertimenti  mondiale.

In Emilia-Romagna, dove si parte da una struttura industriale paragonabile a quella dei Laender tedeschi con una quota di Pil del 24% e che è la regione numero uno in Italia per  valore dell’export pro capite (12mila euro), la discussione è focalizzata su un aspetto cruciale per qualunque strategia di sviluppo: le infrastrutture tecnologiche e i servizi on-line come fattori di sviluppo decisivi per la competitività e l’innovazione delle economie avanzate. La crescita del settore ICT (information and Communication Technology) come antidoto alle difficoltà di crescita.

Di questo si è parlato a Reggio Emilia in un seminario organizzato da Energee3, società di servizi  dell’ICT con la partecipazione di esponenti del mondo economico, finanziario e politico. Al centro della riflessione collettiva un “Libro bianco dell’ICT in Emilia – Romagna” curato da Armando Sternieri, docente a Parma di sistemi informativi aziendali e amministratore delegato di Energee3.

I dati elaborati da Dario Tuorto e Gianluca Passarelli confortano l’ipotesi di lavoro iniziale. Nel periodo di fase acuta della crisi economica 2008 – 2013 l’industria emiliano –romagnola ha registrato un calo più forte rispetto alla media italiana (-20,7% di imprese contro -9,3%), ma il settore dei servizi ha sostanzialmente tenuto ed anzi vi è stato un aumento del numero delle imprese (+5,1%): “Nel lungo periodo – questo il commento di Tuorto – le imprese dei servizi non solo incorporano occupazione esistente, ma ne creano di nuova”.

Fra i servizi, anche l’ICT (100mila aziende con 40mila addetti) ha avuto un andamento relativamente positivo per numero di imprese e di addetti, in controtendenza rispetto al calo nazionale soprattutto nei segmenti “software” e “servizi informazione, portali, web e hosting”, con aumenti a due cifre sia per numero di imprese che per addetti.

Nel dettaglio si conferma che, per dotazione tecnologica e per uso di internet, la regione mostra dati superiori alla media nazionale, tuttavia sempre molto bassi nel confronto con le altre regioni europee più avanzate.  Solo le imprese medio-grandi, per esempio, mostrano un grado di digitalizzazione elevato e l’E-commerce è ancora poco sfruttato. Se, poi, si considera il numero di addetti nel settore rispetto al totale degli addetti nei servizi, si vede che il dato (4%) è inferiore a quello italiano (5%).

Insomma il Libro Bianco offre un quadro nel quale l’ICT assume sempre di più un ruolo chiave nelle strategie competitive del sistema industriale, ma non è decollato e  resta notevolmente sotto dimensionato rispetto ai più importanti territori europei comparabili. “La capacità di insediamento non può nascondere il grave ritardo che sconta l’Emilia-Romagna rispetto a contesti nazionali e regionali con sui si trova a competere su scala europea”, concludono i ricercatori.

Per colmare questo ritardo – ha detto Franco Mosconi, docente di Economia industriale a Parma e studioso del “modello emiliano” che è partito da tre parole chiave “competenze, rete, regole”– c’è una condizione essenziale: avere un capitale umano all’altezza, visto  che l’incidenza di specialisti in questo campo sul totale occupati non raggiunge il 2% mentre in Irlanda e Danimarca si attesta sul 4%. Dunque è necessario “rafforzare la collaborazione fra il mondo dell’Università e della ricerca e quello delle imprese, cercando di sperimentare forme nuove per questa partnership” così come occorre coltivare “il disegno al passo con i tempi della programmazione e delle iniziative regionali come la rete dei politecnici per  l’istruzione tecnica superiore e quella dei Tecnopoli per la ricerca applicata”.

Foto: il seminario di Energee3

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