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Ripresa, Panicci (Masini): l’edilizia fiorentina riparte da “ground zero” Economia

Firenze – Quando Marco Panicci bussò alla porta della Giovanni Masini & figli era il 2012, e il panorama delle imprese edili fiorentine assomigliava un po’ a quello lasciato dall’asteroide che sterminò i dinosauri. Fallimenti, inchieste giudiziarie e, sopra ogni cosa, la grande crisi, avevano messo al tappeto i più grandi gruppi del settore. Ma la Masini no, con i suoi 152 anni di storia aveva resistito, pur pagando prezzi pesanti. E Marco Panicci, imprenditore edile con sede a Roma, di origini fiorentine, sapeva che una partnership con questa impresa “blasonata” e “illibata” – con una reputazione rimasta intatta – poteva schiudere le porte ad un ingresso in grande stile in questo territorio difficile.

Fondata nel 1863 da Giovanni Masini, l’impresa ha “fatto” Firenze. Ha partecipato ai lavori che sotto la direzione dell’urbanista Poggi trasformarono l’assetto cittadino di Firenze capitale; hanno costruito lo stabilimento Piaggio di Pontedera, e alcuni dei più importanti edifici industriali alle porte della città (come la Manetti & Roberts), la sede della Magona a Firenze progettata da Spadolini. Hanno restaurato chiese, monumenti, antiche fattorie e case coloniche lavorando per le più importanti famiglie fiorentine, dai Ridolfi ai Ferragamo.

La Masini ha conservato gelosamente tutti gli elenchi di padri, figli e nipoti che hanno lavorato per loro tramandando competenze preziose. Oggi è iscritta all’Associazione imprese storiche fiorentine. Ma anche un’impresa così è stata costretta a cambiare pelle: «In una tempesta come quella che abbiamo vissuto in questi ultimi anni vacillano anche navi di grande calibro, ma fa bene all’impresa e alle banche capire che devono finanziare direttamente i soggetti che lavorano con una logica industriale, direttamente sul campo» dice Panicci, attuale amministratore delegato della Giovanni Masini & figli.

La sua filosofia industriale ha convinto e dopo due anni di riorganizzazione strutturale si dichiarano pronti a occupare quel grande vuoto che si è creato nel mondo dell’imprenditoria edile fiorentina. Attualmente nella compagine azionaria sono “quasi” in quattro. C’è Giovanni Masini, 60 anni, erede di questa secolare dinastia di costruttori, che porta il suo tesoro di competenze nell’ambito del restauro. Il gruppo Granchi di Volterra, una delle maggiori realtà imprenditoriali della regione, che ha portato in dote il suo know how in ambito infrastrutturale e di organizzazione aziendale. La romana DB costruzioni, con il suo patrimonio di conoscenze nell’edilizia civile. E infine, la prossima new entry, Saeet Impianti, l’impresa che sta installando il parafulmine a Palazzo Vecchio, con le sue tecnologie d’avanguardia.

«Così abbiamo voluto completare un panorama di competenze che va dalla costruzione al restauro» commenta Panicci. Che ha scelto di entrare sul mercato fiorentino scartando logiche “immobiliariste” o palazzinare, e fuggendo dalle contorte “scatole “cinesi: «Per fortuna questi modelli sono morti per sempre» commenta. Seppelliti – speriamo – come le ossa dei dinosauri.

 

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