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“Riscatto Mediterraneo” di Gianluca Solera Cultura

Firenze – “Sono quello che tiene il microfono”. Gianluca Solera, attivista e scrittore, si autodefinisce così, parlando del libro “Riscatto Mediterraneo”, seconda edizione a maggio scorso dopo la prima uscita del 2013, Novadimensione Editrice.

Tutto nasce, come spiega Gianluca Solera raggiunto a telefono, dal fatto di trovarsi, nel 2011, proprio in Egitto. E dunque a vivere, partecipandovi, alla Rivoluzione egiziana di quell’anno. Solera si trovava in terra egiziana, per la precisione ad Alessandria d’Egitto, da sei anni, dal 2005. Era nel paese come attivista della Fondazione Euromediterranea “Anna Lindh” per il Dialogo tra le Culture. Un’organizzazione unica nel suo genere, creata dall’Unione europea e dai Paesi Partner Mediterranei. E’ una rete di reti di organismi della Società Civile e delle Istituzioni (Università, Collettività locali, ecc.). Rivoluzione egiziana, ma non solo. Se quello è il punto di partenza, Solera per due anni e mezzo “esplora” le piazze di tutti i maggiori movimenti di rinnovimento fra le due sponde. Dunque, Grecia, Spagna, Italia, Paesi Arabi, Israele: la casa comune del Mediterraneo insomma. Perché, spiega Solera, “non c’è un nord o un sud, ma un terreno comune di intesa, il Mediterraneo appunto”. Non zone di frontiera.

Ed ecco cosa “mette insieme” i popoli mediterranei secondo l’autore e in questo momento storico: la stessa, comune lotta per i diritti violati, per la dignità: non per niente il sottotitolo del libro è “Voci e luoghi di dignità e resistenza”.

E alla domanda se l’Italia davvero può essere accomunata alla Spagna, alla Grecia, alle piazze arabe, ecco la risposta: “No, nel senso che l’Italia non ha avuto organizzazioni politiche come Siryza o Podemos, che avevano alle spalle un autentico movimento di protesta popolare. Il Movimento 5 Stelle è costruito in laboratorio, con sporadiche “immersioni” di stampo popolare”.

Tuttavia la necessità della protesta resta, anche se l’Italia, dice Solera, “non ha ancora raggiunto il punto critico”, dal momento che gode di una rete di protezione costituita dalla famiglia, che ancora s’avvantaggia della ricchezza creata dal lavoro dei genitori. Insomma, le giovani generazioni ancora “consumano” il risparmio dei vecchi.

Per quanto riguarda la scena italiana, l’autore si occupa di tre aspetti, il movimento dei teatri occupati, cui dette il via l’occupazione del Teatro Valle a Roma, il movimento no tav, la nascita dei 5 Stelle.  E tuttavia l’Italia non ha avuto la storia della Spagna o della Grecia, solo per citare le “sorelle” mediterranee. I motivi sono stati già in parte illustrati, ma potrebbero essercene altri. Fra questi ultimi, Solera menziona la divisione ideologica molto persistente in Italia, dovuta anche alla nostra incapacità di guardare “oltre”: oltre al campanile, un vizio che segna l’immaturità della nostra penisola. In terzo luogo, Solera cita anche la destrutturazione dei movimenti, intervenuta con forza evidente ad esempio per quanto riguarda il movimento dell’acqua, dei beni comuni, la stessa esperienza del Teatro Valle. Senza scordare Genova, che ha pesato e ancora pesa.

Tornando infine alla questione nord-sud, dice Solera: “Si sta parlando di una prospettiva strategica transmediterranea, no nord sud. Il Mediterraneo come area comune, come casa comune. L’Italia ha dato le spalle al Mediterraneo, vale a dire a ciò che ha costituito tanta parte della sua storia più importante. E’ necessario tornare indietro”, riparare dunque in un certo modo all’incapacità dell’Italia odierna di ricoprire il suo ruolo.

Resta un dubbio: ci troviamo davanti a un saggio socio-politico, storico, a cosa?

“Si tratta di una narrazione contemporanea – conclude Solera – i protagonisti sono i movimenti, che raccontano le loro esperienze, i sogni, le frustrazioni, le ambizioni. Sono un attivista scrittore, narro le cose mentre si fanno, attraverso il racconto. Sono quello che tiene il microfono. Il lettore può immedesimarsi, essere sulla scena”. Una valorizzazione del racconto come strumento di “innesco” creatore di reazioni, idee, che la dice lunga anche su un altro punto: la fine ormai evidente del ruolo di costruzione di idee e alternative possibili da parte del mondo politico. Un libro racconto, soprattutto un libro-progetto: seconda tappa, dopo il Festival del Mediterraneo a Messina, la redazione di una Carta della Cittadinanza Mediterranea.

Riscatto Mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza
Novadimensione Editrice

seconda edizione

pag. 384 euro 18,00.

 

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