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Rischio idrogeologico, Rossi: “Toscana non può aspettare, pronto cambio di passo” Politica

Firenze – A causa del maltempo di questi giorni, “adesso che il paese è martoriato dalle alluvioni”, la Toscana non può più aspettare: servono misure tempestive per scongiurare tragedie future e per rimettere in moto la macchina della prevenzione ferma da troppi anni. Il Presidente Rossi vuole fare la nostra regione protagonista di un cambio di passo attraverso due misure. Da una parte, la legge 21/2012 che prevede un vincolo di inedificabilità su tutte le aree a rischio “P4”, cioè il massimo grado di pericolosità nelle matrici di rischio idrogeologico: si parla di 1000 kmq, il 7% del territorio pianeggiante.

D’altra parte, la recentissima legge 65/2014, elaborata da un team capeggiato dall’Assessore all’Urbanistica Anna Marson, sul governo del territorio: “Le trasformazioni che comportano impegno di suolo non edificato a fini insediativi o infrastrutturali sono consentite esclusivamente nell’ambito del territorio urbanizzato (…) Non sono comunque consentite nuove edificazioni residenziali fuori del territorio urbanizzato.” (L. 65/2014, Art. 4, comma 2).

Quindi, un netto stop a edificazioni incontrollate che potrebbero minare la salute del territorio: “tutte le istituzioni devono chiedere scusa”, ha affermato Rossi in conferenza stampa a Palazzo Pegaso, riferendosi alle amministrazioni che si sono succedute nel tempo. “Se avessimo investito nella prevenzione a partire dall’alluvione del ’66, oggi non ci troveremmo a fronteggiare il dolore delle perdite e delle catastrofi”. “Decenni e decenni di espansione edilizia, di cementificazione del territorio” si sono congiunti a “politiche di assalto al territorio, politiche di speculazione, in un’alleanza tra la finanza, il mattone e la politica”.

La nuova legge mette un punto fermo in questo senso, senza deroghe al patto di stabilità: infatti si prevede che 7 milioni di euro, derivanti dai tagli agli stipendi della politica dirigenziale, vengano messi a disposizione dei comuni perché si impegnino a rivedere i piani strutturali in accordo con le nuove disposizioni normative. A gennaio sarà emesso un bando che premierà chi sarà disposto ad accelerare questa revisione.

“La Toscana è la prima regione con una legge contro il consumo di suolo”, osserva Rossi che non mostra simpatia per il disegno di legge Lupi, ora in agenda politica, perché “non ha un blocco di edificazione: propongo che si prenda spunto dalla legge Toscana”.

La 65/2014 prevede anche che un Osservatorio e una Commissione Paritetica lavorino insieme per valutare l’effettiva applicazione ed efficacia della legge. “Questo clima di tensione crea un’emergenza democratica e le istituzioni sono obbligate a intervenire”.

 

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