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Riscossione coattiva, Grassi: “Nostra relazione a Procura e Corte dei Conti” Breaking news, Politica

Firenze – Il consigliere comunale, capogruppo di Firenze riparte a Sinistra , Tommaso Grassi attacca a testa bassa l’amministrazione comunale per quanto riguarda  le modalità con cui affronta la riscossione coattiva, vale a dire, il recupero dei crediti dei cittadini nei confronti della PA inevasi: si tratta del procedimento con cui l’amministrazione esige il pagamento di un tributo, ma potrebbe essere anche un credito non tributario, non pagato spontaneamente o a seguito della notificazione di un avviso di accertamento . L’amministrazione fiorentina gestisce direttamente questo servizio dal 2014.

La “riforma” fu salutata con un certo sollievo da parte di tutti i cittadini, dal momento che la “fama” di Equitalia, anche a Firenze, era piuttosto “sinistra”. Ma i risultati, secondo il consigliere Grassi, non sarebbero esattamente positivi.  “Il Comune ammette la propria impotenza di fronte agli evasori fiscali e favorisce così i furbetti. Incassa in un anno e mezzo poco più di 65mila euro dai controlli, nulla in confronto a quanto si è lasciato sfuggire ogni giorno da sotto gli occhi. Potrebbe infatti recuperare 60 milioni di euro – denuncia il consigliere Grassi – ma da quando è nato un ufficio, dopo la scelta di non rivolgersi più ad Equitalia, per la riscossione coattiva, composto da un dirigente e un funzionario, oltre al personale tecnico che attua gli indirizzi politici e amministrativi della macchina comunale, ha portato solo risultati assai scadenti”.

I dati citati dal consigliere della Sinistra sono quelli ottenuti in risposta a una sua interrogazione sul tema (si tratta dell’Interrogazione 1309/2017) dall’assessore al bilancio Lorenzo Perra. “Dall’aprile 2016  (l’amministrazione) – cita Grassi dalla risposta scritta – non ha effettuato neppure un pignoramento immobiliare presso terzi e solo 70 fermi amministrativi dei veicoli. Una media di meno di 5 mezzi al mese. Vogliamo vederci chiaro – commenta – è necessario che autorità diverse da quelle politiche possano appurare che non vi sia stato a causa della incapacità gestionale e del sistema fallimentare anche un solo euro perso per le casse del Comune. Per appurarlo presenteremo una nostra relazione con la richiesta di indagare in merito a Corte dei Conti e Procura della Repubblica”.

Per quanto riguarda dati e numeri resi pubblici in questi mesi circa le cifre recuperate dalla riscossione coattiva, il capogruppo di FRS spiega: “Si tratta di dati e numeri sulle cifre recuperate dalla riscossione coattiva che non corrispondono alla realtà, dal momento che derivavano dai pagamenti successivi ai soli solleciti di pagamento che correttamente il Comune ha deciso di inviare prima dell’avvio delle procedure di ingiunzione, alle quali quasi mai, salvo i 70 fermi amministrativi di mezzi a motore sono seguiti atti esecutivi finalizzati al recupero dei crediti vantati dal Comune”. Un modus obbligato, secondo Grassi, in quanto  “è difficile poter essere incisivi se non si sono mai reclutati i cosiddetti agenti della riscossione che sono gli unici titolati ad effettuare e applicare le misure esecutive. Troppo facile pensare che il recupero crediti e la riscossione coattiva si concretizzi soltanto nell’invio del sollecito,  in molti casi chi paga dopo il solo sollecito è chi non ha pagato in tempo o chi si era scordato di effettuarlo”.

Tirando le fila, l’obiettivo dichiarato di Grassi è “poter valutare la efficacia dell’ufficio e delle politiche del Comune sull’attività vera di contrasto a chi non paga le tasse, le sanzioni e i canoni comunali che ad oggi ammontano ad oltre 60 milioni di euro accumulati in meno di 3 anni. Non si parla in questo caso di chi evade e che si sottrae dalla quantificazione ma bensì di bollettini e importi che il Comune sa bene chi e quanto dovrebbe pagare. Sono tanti i soldi in ballo e soprattutto darebbero ossigeno alle casse del Comune e rappresenterebbero tanti fondi da usare per servizi alla cittadinanza”.

tommaso_grassi1.jpgInoltre, in ballo, spiega Grassi, c’è anche un altro importante principio. Infatti è proprio di queste settimane la notizia che il Comune di Firenze avrebbe aderito alla gara di Anci per delegare ad una cordata di privati la fase dell’azione esecutiva di ingiunzione e di riscossione. “Nessuno rimpiange Equitalia – dice l’esponente della Sinistra –  i cui metodi e modi di agire erano assai discutibili, peraltro pensare di affidare questa delicata fase di riscossione ad un privato, significa dichiarare il proprio fallimento dalla reinternalizzazione del servizio”.

“E allora mi chiedo perché si fa finta di niente?”, dice Grassi, che ricorda anche le spese sostenute con denaro pubblico per sviluppare e realizzare un ssoftware “che è così inefficace, che neppure verrà usato dalle nuove società incaricate, non si ammette l’errore?”. Infine, la domanda è: quali sono state le valutazioni politico-economiche e economico-tecniche che hanno consigliato di non aderire alla nuova agenzia delle entrate,” che ha sostituito Equitalia, e che effettuerà il medesimo servizio dei privati scelti da Anci? “. Anche perché, conclude il consigliere comunale, basta molto poco “perché si possa configurare un danno erariale a danno della collettività e a carico dei responsabili tecnici dell’ufficio finanziario”.

 

 

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