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Risorge l’ex-Centrale Termica di Novoli Cronaca

Firenze – Dopo anni di tentativi, progetti, ipotesi, sembra che sia la volta buona: la riqualificazione non solo è stata decisa, ma anche “corredata” di fondi adeguati, vale a dire 2,8 milioni di euro che dovrebbero trasformare la struttura ex-Fiat in Urban Center, polo di arte contemporanea e bar-ristorante con terrazza panoramica.

“Finalmente siamo nella condizione di poter riqualificare e valorizzare questa importante struttura – ha detto l’assessore alle Politiche del territorio e Patrimonio Elisabetta Meucci nel corso del sopralluogo di questa mattina – dopo la firma della convenzione con l’Immobiliare Novoli, infatti, la proprietà dell’immobile passa al Comune e con essa le risorse necessarie per realizzare l’intervento e restituire l’edificio alla città. Una struttura che viene da lontano, un esempio di archeologia industriale che ora potrà essere destinata a diversi usi pubblici, tutti al servizio dei cittadini. Al piano terra – ha proseguito l’assessore – sarà realizzato un Urban center, ovvero uno spazio in cui illustrare le trasformazioni della città che derivano dalla nuova pianificazione legata all’approvazione del regolamento urbanistico: l’Urban center consentirà ai cittadini di esaminare l’evoluzione dei cantieri e ottenere tutte le informazioni oggi disponibili in forma frammentata. La parte centrale, costituita dai locali che contengono le vecchie caldaie, sarà invece dedicata ai linguaggi del contemporaneo e alle esperienze dei giovani artisti che potranno creare ed esporre le proprie produzioni. Al terzo piano potranno infine trovare spazio servizi di somministrazione con bar/ristorante e una terrazza panoramica sulla città”.

Il progetto sarà realizzato dagli architetti del Comune. Si parla di riuscire a dare il via all’intervento già a fine dell’anno in corso, o al massimo entro inizio 2016 per poi vederne la conclusione dopo 3 anni. Per quanto riguarda le risorse, i 2,8 milioni di euro sono stati messi a disposizione  dall’Immobiliare Novoli, come onere di urbanizzazione nell’ambito della convenzione urbanistica per la riqualificazione dell’area.

Ed è quasi una coincidenza del destino che, in concomitanza con l’abbattimento della Fiat in qualità di massima industria del Paese e la sua trasformazione in terre straniere, venga rimesso a nuovo ciò che resta del grande stabilimento della storica azienda italiana cambiandone l’anima.

La centrale è collocata all’incrocio tra via di Novoli e viale Forlanini, in prossimità dell’angolo verso la città. L’insieme dello stabilimento Fiat fu progettato dell’ingegnere torinese Vittorio Bonadé Bottino negli anni trenta e realizzato tra il 1938 e il 1939. L’edificio della centrale era destinato a contenere le due caldaie per la produzione di vapore e quindi energia elettrica.
La ciminiera tocca l’altezza di 50 metri al di sopra di un parallelepipedo alto oltre 31 metri e che contiene quattro livelli per un totale di circa 1700 metri quadrati.

Il primo livello dell’edificio è fortemente caratterizzato dalla presenza delle due caldaie e da un sistema di scale e passerelle: una testimonianza di archeologia industriale che sarà conservata e resa accessibile, mentre l’intero volume diventerà uno spazio polivalente con l’uso di tecnologie di visual architecture (schermi e proiezioni).

Il secondo livello sarà utilizzato per creare uno spazio conviviale intorno alla base della ciminiera e riutilizzare le grandi vetrate sulla città, parte fondamentale del disegno architettonico della centrale. Lo spazio, di proprietà pubblica, sarà dato in gestione a privati attraverso un bando che dovrà valutare non solo l’affitto ma anche l’offerta culturale proposta dai futuri gestori.
Il livello di copertura della centrale rimarrà disponibile come terrazza pubblica verso la città con una visuale unica verso il centro di Firenze. La ciminiera verrà messa in sicurezza, ma il suo aspetto resterà sostanzialmente invariato comprese le fasce bianche e rosse di massima visibilità.

 

 

 

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