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Risparmiatori, consiglio dell’avvocato: “Tenere alta l’attenzione” Economia

Firenze – Per capire lo stato dell’arte per quanto riguarda la situazione dei risparmiatori di Banca Etruria che, avendo investito in obbligazione subordinate, si ritrovano spesso senza più i risparmi di una vita, Stamp si è messo in contatto con l’avvocato Emanuele Calabrese Ioppolo, esperto di diritto bancario e finanziario, che da oltre dieci anni si occupa del problematico rapporto cittadini-banche anche come membro dello staff legale dell’Adusbef.

Il primo elemento da mettere in campo, è il dubbio che i cento milioni del fondo messo a disposizione dal governo per gli indennizzi possa non essere sufficiente. In realtà è proprio questo uno dei punti focali, che, in particolare per quanto riguarda il fronte dell’opposizione, è al centro del dibattito politico.

“I calcoli che sono stati fatti dagli analisti, che si basano sulle obbligazioni subordinate provenienti dalle 4 banche in questione (ricordiamo: Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara, Cassa Marche ndr) rivelano che il fondo cui attingere basterà a soddisfare una percentuale minima – spiega Calabrese Ioppolo – è necessario ricordare anche che nel decreto si stabilisce un tetto massimo del 30% all’indennizzo. E anche così, numeri alla mano, i 100 milioni del fondo di solidarietà non basterebbero a soddisfare neppure il 50% di coloro che hanno visto volatilizzarsi i propri risparmi”.

 Dunque? Dunque, l’Autorità sta cercando di creare un filtro più stretto: “Ad esempio, l’età, 70 anni, o il fatto che il risparmiatore abbia investito o tutto il capitale o il 90% dello stesso in subordinate”. L’Autorità di cui si parla è l’Anac, dal momento che, come noto, a regolare e gestire gli arbitrati che daranno luogo agli indennizzi sarà l’Autorità nazionale anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone.

La questione della “borsa misera” viene segnalata da tutte le associazioni dei consumatori, che tuttavia pongono sul piatto anche un altro problema, quello dell’accesso al Fondo; o meglio dell’assistenza legale per arrivare all’accesso al fondo da parte dei risparmiatori.

Il vero punto infatti è: cosa significa, come è stato detto, che “sarà gratuito”?

Il problema si pone veramente in termini di assistenza legale al risparmiatore che volesse fare richiesta di accesso all’indennizzo, dal momento  che sarà tenuto a presentare una documentazione  per la sussistenza dei requisiti richiesti dalla normativa – spiega Calabrese Ioppolo – il governo si sta rivolgendo alle associazioni. La Regione Toscana ha intanto approntato una somma da destinare all’assistenza tecnico-legale dei risparmiatori che intendono chiedere l’accesso all’indennizzo e si sta rivolgendo alle associazioni dei consumatori per “farsi un’idea” circa i numeri. Anche in questo caso, l’assistenza andrà a favore dei più bisognosi, dei soggetti economicamente deboli, individuati con l’ISEE”. Anche se, specifica l’avvocato, è possibile anche che si avveri il caso di chi ha investito tutto il patrimonio e magari l’ISEE non è in grado di rilevarne i bisogni reali, dal momento che appare “sopra” la soglia.

Insomma, tirando le fila, se i soldi arriveranno, non copriranno di certo le intere perdite da un lato, e dall’altro sarà tortuoso il percorso per ottenere l’accesso al fondo di solidarietà. Dunque cosa rimane da fare? Seppellire i risparmi sotto il classico mattone, lasciando perdere le banche?

“Come tutti sappiamo, delle banche non è possibile fare a meno – risponde Calabrese Ioppolo – anche se devo dire che ciò che si registra è un affossamento mai visto della fiducia dei cittadini nei confronti del sistema bancario: mai così profondo neppure in tempi in cui, pure, di scandali bancari e difficoltà per i risparmiatori si erano avverate. In un certo senso, il bail-in è stata una svolta di non ritorno, che ha minato anche quel residuo di fiducia che si nutriva nelle istituzionai bancarie”. In un Paese in cui il rapporto fiduciario, la relazione “amicale” tiene il posto spesso e volentieri della competenza, della conoscenza, delle informazioni, è necessario sottolineare che il trauma è di quelli che lasciano il segno. E non è finita. E’ davvero così sicuro, come in tanti continuano a ripetere, il sistema bancario italiano?

“Ci sono indubbie difficoltà  – dice l’avvocato – prendiamo un esempio ormai ben conosciuto e comunque profondamente toscano come Mps. Che il problema di quella che è o comunque è stata la quarta banca italiana sia in buona sostanza un problema di governance è ormai evidente. Ricordiamo che a un certo punto ne era stata fondatamente ventilata la nazionalizzazione. Di fronte alle gravi difficoltà di mercato il consiglio è: tenere alta l’attenzione, verificare se nel portafoglio dei risparmi ci sono titoli subordinati. Un altro esempio? La Banca Popolare di Vicenza, importante in Toscana perché ha assorbito Cariprato. L’istituto è sotto indagine e ha operato un totale cambio di CdA. Anche in questo caso il consiglio è quello di capire bene quali prodotti si detengono, emessi dalla banca. Del resto alcuni utenti si sono rivolti all’Adusbef per la tutela: le obbligazioni in scadenza il 20 gennaio 2016 sono ancora oggi in attesa di liquidazione”.

 

 

 

 

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