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Ristoratori, protesta contro lo sblocco “selvaggio” degli sfratti Breaking news, Cronaca

Firenze – Sblocco degli sfratti, ora la “mannaia” fa paura anche ai commercianti. Non è più solo una battaglia delle famiglie, ma anche degli esercenti che, chiusi a causa delle limitazioni anti-covid, si vedono costretti a non saldare il canone. Stamattina, 27 aprile, è l’associazione Tutela Nazionale Imprese a manifestare davanti al Palazzo di Giustizia di Firenze, in segno di protesta contro lo sblocco selvaggio degli sfratti. “E’ un atto di sensibilizzazione, stiamo cercando di porre all’attenzione dei media il problema degli sfratti, che è ancora trascurato. I tribunali vanno avanti e quando si sbloccheranno gli sfratti – ha detto il presidente di Tni Italia, Pasquale Naccari – sarà come una mannaia che si abbatte sulla testa degli imprenditori. Il problema degli sfratti è  legato alla mancanza di liquidità del gestore dell’attività causata dalla chiusura imposta per legge. Gli ultimi aiuti a riguardo risalgono a dicembre con un credito d’imposta, ma adesso siamo a maggio. In questi cinque mesi siamo stati chiusi, a cena addirittura da ottobre. Basta guardare la situazione di Firenze, è tutto molto chiaro”.

Un gesto, quello di stamane, legato anche a un caso particolare, emblematico tuttavia della situazione. “Oggi siamo qui in solidarietà a una famiglia che aveva investito tutti i propri risparmi nella sua impresa – spiega Naccari – per colpa della pandemia il loro castello è crollato, e nessuno che abbia provato a dare loro delle stampelle per andare avanti. Avevano offerto il 60% delle spese al proprietario per tutto il periodo di chiusura. Ma se da una parte c’è un proprietario che ha diritto ad avere la sua pigione, dall’altra c’è un conduttore che ha diritto di sopravvivere perché è chiuso per legge, e non per sua volontà”.

Dunque, conclude il presidente di Tni Italia, “deve intervenire lo Stato, e lo ha affermato anche il giudice durante l’udienza. Le procedure sugli sfratti sono tantissime, c’è mancanza di lungimiranza. L’unica soluzione oggi è chiudere, questo è un danno che viene fatto alla società. Saranno costi che graveranno su tutti noi, la politica deve trovare misure adeguate per tutti”.

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