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Rogo a Sesto, muore Alì Muse, il giorno della rabbia Breaking news, Cronaca

Firenze – Ieri il rogo, la morte di Alì Muse, l’uomo di 44 anni che, dopo essersi messo in salvo dalle fiamme, è rientrato in quell’inferno di fuoco per recuperare i documenti della moglie e suoi, dal momento che, quando si è precari in terra precaria e futuro precario, quelle carte sono l’unica cosa che ti collega a (forse un giorno) un’esistenza ordinata e civile. Poi, la notte, il freddo, circa ottanta persone stipate in due grosse tende. E oggi la protesta, la rabbia, la voglia di urlare “Siamo esseri umani”, oppure “Alì Muse è morto per colpa dello Stato” come si legge nello striscione che fa mostra di se’ in prima fila.

Del resto, la “questione somala”, somalo è infatti il gruppo di persone attaccato dal fuoco e dall’indifferenza, è da tempo sul tavolo dell’amministrazione fiorentina. Anni, a dire il vero, e ha attraversato tante amministrazioni, tante promesse sono state fatte, protocolli firmati e accordi presi. Ma, dopo 15 anni, è in buona parte ancora sul tavolo o meglio sulla strada, dopo la fine dell’occupazione di via Scipio Slataper, a Firenze, che aveva messo comunque una “toppa” al bisogno, e dopo che i somali senza più rifugio si erano trovati un nuovo tetto nelle strutture “ex-Aiazzone” a Sesto: un capannone  dove le pareti delle camere erano di cartongesso, tirate su per fornire almeno una parvenza di intimità. Niente. Quando l’altra notte è andato in fumo anche questo rifugio appunto precario, che per di più si è pure mangiato il giovane uomo che ha sfidato le fiamme perdendo la partita, allora l’alternativa, (per ora, pare che il Comune di Sesto Fiorentino si stia dando da fare per trovare una sistemazione) è la tenda, meglio i “tendoni”. Con tanti auguri per la notte del “sottozero”

E oggi la rabbia. Un corteo si forma, c’è il Movimento di Lotta per la Casa, il corteo è sotto la Prefettura, qualche attimo di tensione quando si “spinge” sul portone per entrare. Poi, la decisione di andare a protestare a Palazzo Strozzi, il tentativo di “occupare” la mostra di Ai Wei Wei. Sulle cause del rogo, per ora solo ipotesi. E oltre alla morte di Alì Muse, altre due persone rimaste intossicate dal fumo sono all’ospedale.

Nel frattempo, “l’occupazione” di Palazzo Strozzi finisce pacificamente. Da Sesto Fiorentino, il sindaco Lorenzo Falchi comunica che per due giorni almeno, possono restare nel Palazzetto dello Sport.

foto d’archivio Stamptoscana.it

 

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