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Rogo Prato divora 7 operai e i diritti di tutti Cronaca

La città sotto shock, mentre dall'intera Toscana arrivano dichiarazioni che sollecitano la fine di condizioni disumane di vita e lavoro come quelle che sono state fatali agli operai cinesi bruciati vivi nei “loculi” dove dormivano. Uno di loro trovato con la mano fuori dalle sbarre che gli ha impedito di salvarsi. L'orrore scoperchia una delle realtà più terribili di Prato, dove verosimilmente si  nascondono altre storie terribili di clandestinità e sfruttamento. Interviene con forza il governatore della Toscana, Enrico Rossi, in un'intervista sull'Unità, in cui parla di “un zona franca di diritti civili e umani, sotto la soglia di tollerabilità”. Parla anche dell'area più ampia di lavoro nero e sommerso nel Centro del Paese, forse a livello europeo. Ma soprattutto e questa è la cosa che forse fa più male,  ecco la domanda più terribile che lo stesso governatore pone: e noi, in questi anni dove eravamo? Dove eravamo tutti?

Erano nel soppalco, lassù dove dormivano prima di ricominciare un'altra dura giornata di lavoro. Qualcuno cominciava a svegliarsi, forse, qualcuno dormiva ancora. Non lo sapremo mai con precisione: l'unica cosa che si sa con certezza è che le fiamme, scatenate forse da una stufetta elettrica, forse dalla scintilla di una sigaretta non spenta del tutto, li hanno aggrediti senza lasciare loro scampo, imprigionati in quei loculi di cartongesso che si sono accartocciati su di loro. Grida, pianti, ma i soccorritori non hanno potuto fare molto. Un miracolo tuttavia c'è stato, ed è stato il salvataggio di quel bambino, 4 anni, portato fuori dalla madre, che ora si trova in ospedale per le ustioni e il fumo inalato. Ma tanti, troppi, non sono riusciti a uscire dall'inferno. Un inferno dell'illegalità, del lavoro nero e del sommerso. E là dentro, 5 uomini e due donne sono rimasti in trappola, mentre altri due operai sono all'ospedale gravemente ustionati.
2 dicembre Rogo Macrolotto, appello di Giorgi per il “Tavolo Prato”

Il sindaco di Prato, Roberto Cenni, ha proclamato il lutto cittadino, “il minimo che si possa fare di fronte alla tragedia avvenuta al Macrolotto”.  E ricorda che la denuncia che 4 anni fa fu attuata alzando “il velo su questa vergogna radicata a Prato nel silenzio di troppi”. Spiega anche che esistono contatti  con il Ministro dell'Interno per intervenire sul melange di criminalità organizzata, abusi edilizi e sfruttamento che coesiste con la Prato “legale”. Anche perché, ricorda, potenzialmente Prato vede ancora migliaia di situazioni pronte a esplodere. Quante? Cominciano a filtrare alcuni dati, diffusi dalla Compagnia di Prato e dai carabinieri del Nucleo ispettorato lavoro: nell’anno in corso, 89 ditte cinesi sono state controllate dai carabinieri pratesi con la squadra interforze guidata dall’Arma con il supporto di Polizia Municipale, ispettori sanitari Asl e vigili del fuoco. I lavoratori identificati sono stati dall’inizio dell’anno 566 di cui 158, vale a dire il 28%,  irregolari. 76 titolari delle ditte denunciati, uno solo è stato arrestato. Immobili sequestrati: 22, macchinari 866. 

E sulla questione generale, il governatore Enrico Rossi ricorda che la Toscana si è mossa sul piano sociale, ma che sulla questione della legalità la questione diventa nazionale a fronte del fortissimo racket che strangola la comunità e le imprese cinesi sul territorio italiano e pratese. E lancia anche il “progetto Prato” un piano già pronto, che deve essere solo presentato a Palazzo Chigi e “sostenuto” con iniziative legislative del governo centrale. Senza dimenticare che, accanto a interventi su legalità, sociale e contributi di integrazione, servono anche iniziative di riqualificazione urbanistica, che “spazzino via” a un tempo, loculi di cartone e illegalità edilizia.Intanto, la Procura di Prato fa sapere che verrà aperto un fascicolo per il reato di omicidio colposo plurimo.

“Il lavoro nero distrugge economia, indispensabile una presa di posizione da parte della politica a livello nazionale.” E'  quanto dichiara Confesercenti Toscana commentando l'incendio nella fabbrica di Prato, precisando che "Il tasso di irregolarità del 63%, a Prato è al 76%  ed esprimendo forte rammarico per l'accaduto. “E’ necessario un monitoraggio da parte del Governo – afferma Massimo Vivoli presidente Confesercenti Toscana e vicepresidente Confesercenti – che metta al centro l’affaire economia illegale. Il circuito nero del nostro mercato – continua Vivoli – non fa altro che determinare concorrenza sleale e la fine delle aziende che operano nel rispetto della legalità e del lavoro. "I dati del Ministero del Lavoro parlano chiaro – conclude Confesercenti -, nei primi 9 mesi del 2013 è emerso un tasso di irregolarità per le aziende del distretto di Prato del 76% a fronte del 63% medio in Toscana. Sono segni inequivocabili di un processo di erosione della nostra economia che continua a crescere con la crisi”.

Intanto, cè chi porta un mazzo di fiori, chi se ne sta incredulo dietro i soccorritori, guardando nel mucchio di cenci, balle piene di pezzi di stoffa, miseri resti di quotidianità, quasi cercando un segnale, forse un volto, forse una speranza impossibile. Ma i soccorritori lanciano un altro allarme: tutti indietro, è pieno di amianto. E diventa pericoloso anche solo respirare. 

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