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Rossi avverte Monti: “La sanità non si tocca” Politica

“Deve essere chiaro: il servizio sanitario non si tocca. Se lo ficchino bene in testa il presidente Monti e i suoi ministri''. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dà l’altolà a Roma e dal suo profilo facebook avverte: “Si possono eliminare gli sprechi ma non i servizi, nè i livelli di assistenza. Chi tocca il servizio sanitario nazionale tocca i fili dell'alta tensione politica. Mi opporrò e combatterò con tutte le mie forze contro il taglio ai servizi sanitari. Sono sicuro che vinceremo''.
Un avvertimento quello di Rossi che giunge all’indomani dell’incontro nella Capitale fra Regioni, autonomie locali e il commissario per la razionalizzazione della spesa Enrico Bondi.

“Il punto critico – ha subito osservato il presidente Rossi – è che il governo annuncia al tempo stesso di voler tagliare da subito anche il fondo per la sanità. Senza però precisare nè l’entità nè i criteri del taglio. Questo rischia di tradursi in una mazzata inaccettabile sui servizi. Per evitarla ho avanzato al governo una proposta precisa e, credo, ragionevole: dateci, ho detto a Monti, i compiti a casa, nel senso di indicarci precisi obietti, dateci strumenti legislativi per intervenire sui contratti in essere e poi un periodo di tempo preciso (ad esempio un mese) per intervenire e ricontrattare le forniture al di sopra dei costi mediani. Poi, solo allo scadere del tempo concesso, applicate i tagli. In questo modo avremmo la certezza che i tagli non finirebbero per penalizzare i servizi ai cittadini. A queste condizioni, avendo tempi e strumenti, sono disponibile a fare la mia parte, a ridiscutere la fornitura di beni e servizi, altrimenti il rischio è che si intervenga con tagli lineari, che non sarebbero altro che un ulteriore colpo all’offerta dei servizi”.

Il governo ha risposto con la disponibilità ad affrontare subito in due appositi tavoli questa questione. Ci sarà incontro specifico con il ministro Passera sulla questione dei finanziamenti al trasporto locale (ridotti da 2,5 miliardi ad 1,6 miliardi) ed un altro, fissato per oggi  con il ministro della sanità. Sarà l’occasione per capire meglio le reali intenzioni del governo.
“Da parte mia – afferma Rossi – c’è la disponibilità a discutere di come intervenire per risparmiare, ma senza penalizzare l’offerta sanitaria nè abbassare l’asticella dei servizi essenziali”

Fra le misure illustrate ieri dal commissario Bondi, oltre ai tagli alla sanità, si sono anche quelli di recuperare le risorse necessarie per evitare l’aumento dell’Iva ad ottobre (4,2 miliardi), gestire il problema degli “esodati” e far fronte alle esigenze delle zone colpite da terremoto: queste le necessità (calcolabili in circa 8 miliardi) con cui il governo ha motivato il ricorso immediato alla spending review, con un decreto che verrà approvato questa settimana.

“La prima proposta del commissario spiega il presidente Rossi – prevede di intervenire sulla fornitura dei beni e servizi alla pubblica amministrazione. Sono state analizzate 54 voci di uscita (fra cui anche quelle della sanità, ma al netto dei prodotti sanitari e quindi prevalentemente mense, lavanderie, rifiuti, ecc). Applicando i costi mediani, secondo Bondi, si potrà risparmiare dal 25 al 60%. Il secondo intervento riguarda il personale della pubblica amministrazione e l’obiettivo di ridurre del 20% i dirigenti e del 10% il personale, facendo ricorso agli strumenti di accompagnamento alla pensione. Terzo: tagliare le consulenze del 50% e riordinare e razionalizzare il sistema degli affitti attivi e passivi. Quarto: razionalizzare i sistema delle governance delle aziende ed enti pubblici con amministratori unici al posto dei Cda”.

Per Rossi il punto critico rimane però quello della sanità. Tanto da mettere le mani avanti in modo perentorio: “Disponibilità a risparmiare ma i servizi non si toccano”.

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