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Rossi chiede la cittadinanza italiana per i tre senegalesi feriti da Casseri Notizie dalla toscana

«Ci chiediamo se le istituzioni abbiano combattuto con sufficiente rigore il razzismo. Non penso che sia così. Troppi episodi di violenza, segregazione, esclusione si ripetono», ha dichiarato ieri, 17 dicembre, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, nel suo intervento sul palco di piazza Santa Maria Novella. Il Governatore ha partecipato alla manifestazione indetta dalla comunità senegalese di Firenze per ricordare le due vittime della follia omicida di Gianluca Casseri, il killer xenofobo che ha seminato il panico in piazza Dalmazia ed in San Lorenzo il 13 dicembre. «Sentiamo intorno a noi un clima di apatia – ha continuato Rossi – che ci fa vergogna come italiani democratici. Sentiamo troppo spesso ripetere una parola: follia. Non è così. Quanto è accaduto è frutto di una cultura, di una ideologia che spingono alla violenza fascista e razzista». «In tutta Europa – ha proseguito– sta emergendo il terrorismo razzista, un clima preoccupante alimentato dalla paura del diverso, in cui si scaricano le frustrazioni di una fortezza in declino. Non abbiamo più molto tempo. C’è stata troppa tolleranza, tutta una politica ha costruito la sua fortuna sul razzismo. Dobbiamo essere chiari ed erigere un muro alto e forte contro le discriminazioni e il razzismo». Al Parlamento, ha continuato Rossi, chiediamo di introdurre nuove norme per evitare il proliferare di questa cultura razzista, mentre al presidente della Repubblica il Governatore toscano ha detto che chiederà di concedere la cittadinanza italiana ai tre senegalesi feriti da Casseri, Moustapha Dieng, 34 anni, Sougou Mor, 32 anni, e Mbenghe Cheike, 42 anni.

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