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Rossi: cinque punti per la ricostruzione della Lunigiana devastata dall’alluvione Cronaca

È di ieri, 7 novembre, la notizia che precisamente due mesi fa, il 7 settembre, la Commissione lavori pubblici e difesa del suolo della Provincia di Massa Carrara aveva comunicato all’assessore competente, Fabrizio Magnani, che i fiumi della Lunigiana erano a rischio, specialmente il Magra. La Commissione avrebbe anche segnalato il pericolo di possibili frane, soprattutto nella zona di Mulazzo, ed avrebbe sollecitato la pulizia dei corsi d’acqua ed il controllo degli argini. Continuano, dunque, le polemiche su quanto poteva o non poteva essere fatto in Lunigiana per evitare la catastrofe. Ma bisogna anche ripartire, ripartire da capo. Per questo la Giunta regionale della Toscana ha modificato, rendendoli più estensivi, i criteri di concessione degli interventi di garanzia a favore della liquidità delle imprese da parte di Fidi Toscana. Le imprese lunigianesi danneggiate dall’alluvione del 25 ottobre potranno beneficiare di un contributo di conto interessi e di un più facile accesso ai fondi regionali. L’importo massimo delle concessioni che Fidi Toscana potrà rilasciare alle imprese rimaste danneggiate dall’esondazione del Magra è stato fissato in 1 milione di euro (contro i 500.000 euro precedentemente garantiti) e la garanzia coprirà fino all’80% del finanziamento (contro il 60% precedentemente stabilito). Le imprese che potranno accedere ai fondi di Fidi Toscana, salvo casi specifici, sono quelle che lavorano nei settori dell’agricoltura, della pesca, dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Viene introdotto, infine, un contributo di conto interessi pari al 100% degli interessi relativi al primo anno di finanziamento garantito. Per ogni informazione le imprese lunigianesi, le sole che potranno beneficiare delle misure finanziarie straordinarie previste dalla Regione, potranno far riferimento all’Ufficio di Fidi Toscana che sarà aperto da domani ad Aulla presso gli uffici comunali (ore 10:00-13:00 e 14:00-16:00). Il totale dei fondi stanziati per le vittime dell’alluvione della Lunigiana sono 85 milioni di euro, 25 dei quali arriveranno dallo Stato e 60 che la Regione ricaverà dall’aumento delle accise sul carburante (0,5 centesimi al litro). «In queste ore stiamo verificando l’ipotesi di chiedere al Governo di attivare il fondo di solidarietà dell’Unione Europea», ha detto Enrico Rossi. Il presidente della Regione Toscana è tornato ieri nelle zone alluvionate ed ha effettuato un sopralluogo sorvolando la Lunigiana in elicottero assieme alla responsabile della Protezione Civile regionale, Maria Sargenti. Il Governatore, che ha assicurato che sarà ad Aulla ogni lunedì in veste di commissario straordinario del Governo, ha confermato di aver avuto, assieme a Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, un contatto con Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea per discutere di eventuali aiuti provenienti da Bruxelles. Ha quindi annunciato la nomina di un vicecommissario per seguire le operazioni di ricostruzione e pianificazione urbanistica del territorio lunigianese. L’elicottero con a bordo il presidente Rossi ha effettuato anche una sosta a Parana, la sola frazione della Lunigiana ancora rimasta isolata dopo l’alluvione. I cittadini sono provati dall’isolamento, ha detto il Governatore, ma hanno apprezzato gli aiuti inviati loro dalla Protezione Civile regionale e sono convinti di rimanere nelle loro case. La costruzione del ponte Bailey per Parana, però, durerà almeno 20 giorni e verrà realizzata dall’intervento congiunto della Provincia di Massa Carrara e dell’Esercito. Rossi, infine, ha anche delineato i 5 punti strategici di intervento sulla Lunigiana alluvionata: «In primo luogo interverremo per pagare l’emergenza di queste prime settimane, e non saranno poche le risorse destinate a questo scopo. Subito dopo risarciremo i cittadini che hanno subito danni alle loro case e perso le automobili. La terza fase riguarderà il risarcimento delle imprese che hanno subito danni e che hanno dovuto interrompere la loro attività. Poi ci saranno da ricostruire le infrastrutture distrutte o rovinate dall’alluvione, e penso in primo luogo agli argini, ai ponti, alle strade. Non ultimo per importanza sarà l’intervento di consolidamento dell’equilibrio idrogeologico della zona, a partire dalla messa in sicurezza delle aree franose e dalla manutenzione delle aree boschive».

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