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Rossi: lo smantellamento della Concordia dovrà avvenire nel porto di Livorno Cronaca

Le operazioni di “caretaking” continuano. Anche nella giornata di oggi, 19 aprile, i tecnici della Smit Salvage e della Neri hanno continuato a raccogliere i materiali fuoriusciti dalla Costa Concordia ed a stiparli sul motopontone Marzocco, che al momento rimane ancorato a Giglio Porto. Il personale della Capitaneria di Porto ha posizionato in modo corretto, come ogni giorno, le panne antinquinamento ed assorbenti, mentre gli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze hanno monitorato i movimenti dello scafo, che per il momento continuano a risultare nella norma. Positivi anche i risultati delle analisi condotte da Arpat sui campionamenti del 16 aprile. Idorcarburi, tensioattivi e solventi sono nella norma ed i test di tossicità hanno dato ancora esito negativo. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è intervenuto intanto sul quotidiano “Il Tirreno” per ribadire la sua intenzione di spingere sul Governo e, se necessario, persino far pressione sul presidente della Repubblica affinché lo smembramento della Costa Concordia venga effettuato nel porto di Livorno. «La Toscana non può essere ignorata o messa da parte», ha dichiarato il Governatore. È chiaro, adesso, che la Concordia non verrà fatta a pezzi, ma verrà rimossa intera dalle acque del Giglio. Successivamente, però, dovrà essere smantellata. E questo, assicura Rossi, dovrà avvenire nel porto di Livorno, che oltre ad essere il più vicino all’isola del Giglio (il che ridurrebbe il rischio ambientale nello spostamento della nave) è anche uno dei più attrezzati tecnologicamente.


Foto: http://www.iljournal.it
 

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