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Rossi, per salvare la sanità pubblica: meno Asl e via ai superticket Società

Firenze – Enrico Rossi ha mantenuto la sua promessa: se è il momento in cui chi ha di più deve dare di più, allora il super ticket sanitario ci sarà. E sarà sui ricoveri ospedalieri. Ma ovviamente non sarà la sola misura per “salvare” la sanità toscana: infatti le Asl saranno ridotte da una drastica cura dimagrante, vale a dire passeranno dalle 16 attuali a 3 in previsione. Tutto ciò permetterà, secondo il governatore, di affrontare la legge di stabilità (previsti tagli per 400 milioni) senza che la sanità pubblica scompaia.

Così, due anni e la rivoluzione della sanità sarà tale da non riconoscere più il sistema rispetto all’oggi. Del resto, l’obiettivo della Regione è chiaro: avanti con sacrifici, ristrutturazioni e super ticket, l’importante è preservare la sanità pubblica. Lo ha dichiarato a SkyTg24 lo stesso governatore, che spiega, facendo riferimento (sulla sua pagina Fb) anche a Berlinguer: “Allo stato attuale è insensato che l’assistenza sanitaria sia resa gratuita per tutti gli italiani. Sia resa gratuita e con servizi efficienti per le fasce di reddito inferiori e medio-inferiori. Gli altri contribuiscano in ragione del loro reddito. Ma devono anche essere combattute e liquidate le baronie e le clientele dei pirati della salute, che portano a sprechi enormi e alimentano insopportabili discriminazioni”.

Non vuole porre tempo in mezzo il consigliere regionale Gian Luca Lazzeri, Più Toscana, che plaudendo a ciò che definisce “Svolta coraggiosa ed epocale che sostengo da tempo come ineludibile” lancia la proposta: “Il Piano Socio-sanitario Integrato, il massimo strumento di indirizzo politico del Consiglio sulle politiche sanitarie in Toscana, sta per essere approvato, ritengo quindi, che la proposta di Rossi debba trovare subito traduzione in un emendamento della Giunta al Piano. Si tratterebbe – conclude – del giusto corollario politico ad un importante scelta verso risparmio e governance unitaria ma non solo: a beneficiarne sarebbe l’efficacia stessa di tutto il sistema sanitario regionale”.

Chi plaude e chi si preoccupa: fra tutte, le preoccupazioni dei Cobas, che guardano al lavoro e alla perdita di posti: secondo i calcoli del Comitati di Base, sarebbero ben 229 i lavoratori a rischio. 

 

 

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