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Rossini (ACLI): “Nuovi modelli di servizio per le imprese sociali” Cronaca, Società

Firenze – Il nuovo Presidente nazionale delle ACLI Roberto Rossini sarà presente a Ponticino(Ar)  alla Festa regionale e provinciale delle ACLI  nel “Festival della Solidarietà”, un evento di cinque giorni tra politica, cultura, sport, gusto, musica e spettacolo  in un calendario ricco di appuntamenti che, da mercoledì 6 a domenica 10 luglio.

L’intero evento avrà un fine benefico perché tutti i proventi saranno devoluti all’associazionismo aretino, sostenendo le attività di tante realtà del territorio. «Il “Festival della Solidarietà” – commenta il presidente regionale Giacomo Martelli, – rappresenta una bella occasione per riunire tutti gli aclisti della Toscana, con cinque giorni che permetteranno di fare beneficenza, stare insieme e discutere di importanti argomenti di attualità».

Venerdì 8 luglio, alle 18.00, saranno  affrontati  i temi dell’integrazione e dell’immigrazione, mentre alle 21.00 è in programma un dibattito sulle dipendenze insieme agli operatori e agli ospiti della comunità di San Patrignano. Il pomeriggio successivo sarà invece la volta dell’approfondimento del referendum sulla riforma costituzionale, attraverso la presenza di esponenti politici del “Si” e del “No”.

«Questi dibattiti – afferma Stefano Mannelli, presidente provinciale delle Acli, – rappresentano importanti momenti di approfondimento e di confronto su argomenti che riguardano ogni cittadino e che incidono sulla quotidianità del Paese, dunque siamo orgogliosi di poter godere delle testimonianze di tante personalità politiche e sociali».

La festa, organizzata dal circolo di Ponticino, proporrà anche tanto sport con corsa podistica, nordic walking e la presenza di tante diverse società che in piazza Don Alcide Lazzeri faranno provare ai bambini le loro discipline. Poi vi sarà spazio per gli amici a quattro zampe, per serate musicali, per spettacoli di magia, per esibizioni di ballo e per tanto altro ancora. Domenica cena  di solidarietà in collaborazione con l’Associazione Cuochi e con l’Associazione Sommelier, mentre tutte le sere dalle 19.30 saranno aperti gli stand gastronomici. «L’impegno dei nostri volontari – aggiunge Antonio Paoli, presidente del circolo di Ponticino, – ci ha permesso di predisporre un calendario ricchissimo con tanti eventi per i giovani e per le famiglie».

Abbiamo raggiunto il Presidente nazionale  Acli  Roberto Rossini  che ci ha concesso questa intervista sul ruolo del Terzo settore  nella società contemporanea

La nuova legge di riforma del Terzo settore  sarà uno strumento utile   per  rafforzare l’associazionismo, e per  un rilancio delle imprese sociali  ?

Il cambiamento delle strutture associative a partire dai circoli, dalle imprese sociali, dai servizi, tiene in considerazione i cambiamenti e le potenzialità che emergeranno con la riforma del Terzo settore, in particolare con il consolidamento del servizio civile, e il rilancio delle imprese sociali. Sono i soggetti con i quali prendono forma la presenza e l’azione delle Acli. Il rilancio per le imprese sociali passa anche attraverso un cambio di mentalità ed alla ricerca di nuovi modelli di servizio che possono affermarsi con la riforma del Terzo settore. 

Come vedi  il ruolo dei Circoli nel territorio?

I nostri circoli necessitano di una trasformazione e riattivazione profonda, facendo tesoro delle indicazioni congressuali. Sono la porta attraverso la quale sperimenteremo giorno dopo giorno la capacità di essere associazione “in uscita”, che si apre per andare incontro, ma che è anche pronta ad accogliere per rendere protagonisti gli esclusi, gli ultimi, i senza parola, i giovani, le donne e gli uomini disoccupati, gli immigrati. Attraverso i circoli dobbiamo far entrare l’Europa e il Mondo nei nostri territori e andare verso di loro, diventare operatori di pace e di dialogo.

Spesso  il Terzo settore  viene considerato   soprattutto erogatore  di beni e servizi   ma può   essere interlocutore  delle istituzioni anche per le  linee strategiche d’intervento ?

Costruire relazioni positive (dal Terzo settore all’impresa, dall’associazionismo alla politica, dal territorio alle grandi rappresentanze nazionali) è un modo per riaffermare la centralità dei corpi intermedi e partecipare al discorso pubblico. In quest’ambito diventa centrale la nostra capacità di elaborazione su temi quali il lavoro, il welfare, la povertà, la pace, l’immigrazione, le istituzioni democratiche. Viviamo una società sfarinata, liquida nella quale occorre saper  “stare con”: costruire reti, luoghi e occasioni per mettere insieme pezzi di rappresentanza, d’interesse, di capacità per declinare alcune grandi idee.

Quali le prossime sfide  che le Acli  dovranno affrontare ?

Dovremo affrontare delle sfide decisive nel Paese ed anche al nostro interno. Fra tutte spicca la sfida dell’inequità e della diseguaglianza, ma anche quella sfida che oggi rappresenta il vero segno dei nostri tempi, ovvero l’accoglienza di profughi e  migranti: la costruzione di una società inclusiva, di una Europa solidale e capace di costruire nuove sintesi culturali e sociali. Noi a questa sfida dell’ineguaglianza non possiamo mancare. Non solo per gli aspetti concreti, ma anche per quelli culturali. Qui si inserisce l’altra grande sfida che riguarda la dimensione culturale e la formazione per superare gli atteggiamenti di passività rassegnata, rigenerare quell’ “I care” – “Mi interessa”, che appassiona alle sfide.

Ma come vedi  la  sfera d’azione dell’associazione?  Concentrata  sul welfare, sui diritti umani,  sul tempo libero  o  ampliano la propria  attività e le  capacità di analisi  e di proposta   a tutto campo?  ?

Più di tutto credo sia importante essere attenti alla realtà sociale, sentirla parte di noi: solo la realtà ci può rinnovare. Possiamo sfruttare questa opportunità perché i terminali nervosi del nostro corpo sono veramente ovunque: il nostro radicamento sociale è ancora forte. Insomma: siamo radicati e siamo utili, siamo tra i pochi che si preoccupano del bene comune e non solo della propria fetta di torta, siamo allenati a “vedere” le cose del sociale, abbiamo senso della realtà (grazie alla quotidianità associativa e d’impresa) e senso dell’immensità (grazie alla fede). Su queste direttrici potremo definire la nostra sfera d’azione nel modo più rispondente alle necessità dei territori e del Paese.

Foto: Roberto  Rossini, presidente nazionale Acli

 

 

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