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Rsa e sicurezza, operatori chiedono più controlli sui dispositivi Breaking news, Cronaca

Firenze – Le problematiche della sicurezza per operatori e utenti delle Rsa torna a galla, pur dopo la risposta dell’assessorato della sanità regionale che ha preso in carico la questione. Sì, ma il problema, dicono i Cub e l’associazione Adina, non è stato risolto per una questione di inadeguatezza di alcuni dispositivi. La criticità riguarda in particolare le mascherine. Infatti, come si legge nella nota, nell’ordinanza sono previste diverse tipologie di mascherine, a secondoda del livello di rischio fra cui le mascherine in TNT, di produzione toscana ni repartinon COVID, e le mascherine Montrasio e Toscana due per le aree a minor rischio.

“Abbiamo potuto rilevare in questo periodo la carenza nelle strutture di mascherine, camici monouso, gel sanificanti mascherine con filtro per i casi potenzialmente a rischio, come già segnalato”. Oltre alle difficoltà di approvvigionamento segnalate dai gestori, le associazioni sottolineano che c’è stata una effettiva distribuzione di mascherine da parte della Regione anche alle strutture. Il problema però sono le mascherine stesse, che sono di tipo Montasio, ovvero rettangoli di tssuto sottile (non TNT), con tagli per alloggiare le orecchie, a cui mancano le pieghe e la flessibilità per adattarle al viso. Molti lavoratori e anche utenti dicono che son anche molto difficoltose all’uso.

Tirando le fila, da parte dei lavoratori c’è molta preoccupazione, che si estende anche ai propri famigliari oltre che ai destinatari dei servizi. E le richieste, rappresentate da Cub Sanità e Adina, sono: integrare gli approvvigionamenti delle Rsa con mscherine idonne all’effttivo rischio; effettuare la verifica da parte degli organi competenti, dell’effettiva disponibilità e adeguatezza dei dispositivi personali di sicurezza forniti dai gestori; che vengano effettuati tamponi agli ospiti e agli operatori, a cominciare dalle situazioni in cui sono stati segnalati casi positivi Covid all’interno di RSA, onde evitare il rapido diffondersi del contagio; intervenire nei casi di segnlazione di casi Covid-19 per verificare l’avvenuta sanificazione degli ambienti e l’applicazione di tutte le misure necessarie al contenimento del contagio. Infine, viene richiesto di prevedere un’adeguata formazione sull’uso dei dispositivi di sicurezza per gli operatori delle Rsa, in collaborazione con l’Ausl Toscana Centro, e a spingere la produzione per facilitare i rifornimenti di materiale di protezione per le strutture.

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