energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Rsa, il Covid bracca utenti e operatori sanitari, oltre 700 i positivi in Toscana Breaking news, Cronaca

Firenze – Positivi, a casa senza sintomi. Oppure negativi, ma a casa con i sintomi. Sono oltre 700, le persone positive nelle Rsa di tutta la Toscana, con 63 vittime. 
Fra questi, oltre agli utenti, sono tanti gli operatori sanitari che in questi giorni non posson oandare al lavoro. Man mano che i giorni passano, anche in Toscana il problema delle Rsa, del contagio fra i i medici, infermieri e Oss delle case di cura sta diventando sempre più ampio.
Un’altra storia purtroppo emblematica del periodo, è quella che raccontano gli operatori sanitari del Presidio Anna Torrigiani, in via di Camerata, di proprietà della Croce Rossa Italiana, una struttura sanitaria pubblica, autorizzata ed accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale, con bacino di utenza regionale. La Asl di competenza territoriale è la Asl 10 di Firenze.
Intanto i numeri finali, al 10 di aprile: circa 2/3 su 39 gli utenti positivi. Fra gli operatori, 17 positivi, 3 a casa, sintomatici, in attesa del tampone.
La struttura conta 3 piani: uno di riabilitazione e due di cure intermedie. Al momento, gli utenti positivi sono stati spostati al secondo piano, con tutta una serie di precauzioni che riguardano la messa in isolamento. Ad oggi, nonostante alcune sbavature, gli operatori possiedono i dispositivi di sicurezza corretti. Ma, come dicono gli operatori, medici, infermieri e oss, non è stato sempre così.
Il primo caso positivo nella struttura risale al 30 marzo, ma le segnalazioni del personale sanitario, a causa dei sintomi riscontrati su molti pazienti, erano partite nei giorni precedenti. La scoperta fu fatta perché la paziente stava per essere dimessa, ed era completamente asintomatica, ma, prima di dimetterla, venne fatto il controllo. Il 3 aprile il tampone venne fatto a tutti i pazienti, e lì si ebbe l’amara conferma, con i 2/3 dei pazienti positivi all’esame. Tuttavia, nei giorni precedenti, alcuni operatori erano rimasti a casa con i sintomi del contagio e, facendo un percorso personale, avevano ottenuto il tampone, da cui era risultata la loro positività.
Il 4 aprile tutti i positivi vengono trasferiti al primo piano, il 5 aprile vengono fatti i tamponi a tutto il personale e risultano circa una dozzina le persone positive fra medici, infermieri e oss. Il 7 aprile vengono forniti i dispositivi adatti al personale che opera nel presidio. Nel mese scorso, l’11 marzo, erano giunte le mascherine chirurgiche con cui i sanitari avevano affrontato il lavoro quotidiano. Mentre i positivi sono ancora al primo piano, gli operatori dispongono di poche mascherine FFP3, ovvero efficaci per la tutela dal virus, da usare però solo nel caso di aerosol e terapia ossigeno.
Procedendo, i positivi vengono trasferiti al piano 2, e giungono, il 7 aprile come detto, i dispositivi adeguati. Ma ormai è il personale ad essere diminuito, e quelli che rimangono sono costretti a svolgere turni estenuanti per assistere gli utenti. “Con un problema in più che riguarda i Dpi – spiegano gli operatori – anche con i nuovi dispositivi un operatore non può stare più di 4 ore indossando i Dpi, deve avere un intervallo. Ma con i carichi di lavoro cui ci troviamo di fronte, ciò non è possibile, tant’è vero che a volte si continua dalle 20 di sera alle 7 del mattino senza levarsi i dispositivi. Non rispettiamo neppure i tempi previsti per l’utilizzo delle mascherine FFP3”.
Ma il problema più rilevante emerge piano piano: “Intanto, i negativi al tampone che ora si trovano al piano -1, prima del 3 aprile sono stati insieme ai positivi. E alla maggior parte di loro non è stato fatto il secondo tampone”. La questione è particolarmente inquietante in vista della dimissione.
Una storia emblematica, in quanto riflette la dinamica di tanti altri casi, su cui stanno cominciando ad accendersi i riflettori. La Procura di Prato ha aperto un fascicolo di inchiesta senza indagati e al momento senza ipotesi di reato, sulla Rsa di Comeana in provincia di Prato. Si tratta della prima inchiesta penale aperta dalla magistratura in Toscana sul mancato contenimento del covid. Nella Rsa di Coemana i degenti morti per coronavirus sono stati 6, più altri 17 contagiati e 16 operatori risultati positivi al tampone. Ma la mappa delle Rsa coinvolte si estende in tutta la regione. A Firenze, le strutture che hanno visto il diffondersi  del contagio sono la Rsa San Giuseppe (19 positivi trasfetiti nel nucleo covid di Montedomini), la Chiocciola delle Piagge (18 anziani e 15 operatori infettati), Casa Placci a Settignano (9 anziani e 2 dipendenti), Casa Elena (8 anzinai e 8 operatori), Santa Teresa del Bambino Gesù (1 anziano positivo) e Villa Gisella (16 positivi), mentre 19 ne sono stati segnalati al boloino, che non è una Rsa ma una struttura per autosufficienti.
Print Friendly, PDF & Email

Translate »