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Rsa San Silvestro, reintegrati i due lavoratori licenziati Breaking news, Cronaca

Firenze – Il punto era la pasta scotta. Rientra nelle mansioni inderogabili di due operatori servire agli ospiti di una qualsiasi Rsa un piatto di pasta scotta e giunta in ritardo, in condizioni per di più di insufficienza di organico che ostacola ulteriormente lo svolgimento tempestivo del servizio? E se magari accadesse che, d’accordo con gli ospiti, la pasta venisse buttata, magari non nell’apposito contenitore per la raccolta differenziata e magari si omettesse di dichiarare che la stessa non è stata consumata, può l’accaduto rappresentare materia per il licenziamento “per giusta causa”? No, dice il giudice fiorentino, poiché tale comportamento non rientra nelle fattispecie, molto più gravi, per cui è prevista la sanzione “terminale”, secondo lo stesso CCNL  delle cooperative sociali. Nel caso in esame, la sentenza  n.399/2017  della Corte d’Appello fiorentina (sezione lavoro)  ribalta quella precedente e intima alla cooperativa Agorà di reintegrare i due lavoratori nel posto di lavoro oltre al pagamento degli stipendi venuti meno in questi anni e alle spese processuali. Di fatto, nella sentenza della Corte d’Appello di Firenze, si ricostruisce l’accaduto “sulla base delle prove orali assunte in primo grado, e delle rispettive ricostruzioni …”. Una ricostruzione che rimanda al mittente il licenziamento per giusta causa messo in atto (da cui la battaglia giudiziaria) dalla cooperativa sociale onlus l’Agorà.

“I lavoratori reclamanti – si legge nella sentenza – all’epoca unici addetti al loro reparto che avrebbe invece richiesto almeno un altro addetto (in proporzione al rapporto fra ospiti e lavoratori addetti invece ad analoghi reparti della stessa Rsa) la sera del 26 dicembre 2014 si erano trovati in difficoltà nel servire l’intera cena agli ospiti. Infatti, il pasto era stato consegnato alla stessa Rsa con un ritardo di 10/15 minuti, ulteriore a quello già cronico con il quale abitualmente avveniva la medesima consegna da parte della ditta esterna. Di loro iniziativa i lavoratori avevano servito agli ospiti solo i secondi piatti (con porzioni abbondanti), mentre gettavano i primi piatti senza consultare i superiori. Inoltre, non avevano smaltito  tali rifiuti secondo le procedure aziendali. Essi infine non avevano compilato le schede di nutrizione/idratazione degli ospiti, motivo per cui la parziale somministrazione del pasto risultava altrimenti il giorno successivo”.

vittoria pasta scotta 1Una condotta che, dice il giudice d’Appello, coincide “con ipotesi sanzionate in via conservativa dal CCNL cooperative sociali, pacificamente applicato al rapporto”. Insomma, in soldoni si dice che il comportamento messo in atto dai due operatori, seppur sanzionabile (secondo le regole del contratto collettivo nazionale del settore), non era tale da far scattare il licenziamento. Punto.

Una vittoria, per i due lavoratori, per i loro avvocati Maurizio Milana e Gianni Mannucci,  e per il sindacato autonomo dei Cobas, che ha combattuto questa battaglia, sostenuto dall’Assemblea No Jobs Act,  senza perdersi d’animo. Una vittoria che ha un significato più ampio, come dicono i sindacalisti che ieri, insieme a rappresentanti di movimenti e associazioni e agli avvocati,  hanno festeggiato i due operatori nella sede di via dei Pilastri, stappando una bottiglia e brindando, per poi ritrovarsi davanti alla Rsa di Borgo Pinti con qualche bandiera e uno striscione, srotolato sul momento: “La lotta paga”. Da lì, ritorno in sede, allungando il giro per Borgo Pinti e via di Mezzo.

“In primo luogo – ricorda il sindacato – è stato importante costituire una rete di solidarietà per i due lavoratori. In secondo luogo, non possiamo omettere di ricordare i ritardi abituali nei pagamenti di stipendi e tfr da parte della cooperativa, oltre al peggioramento delle condizioni di lavoro. In terzo luogo, si tratta di una vicenda emblematica per le tutele del lavoro: senza l’art. 18 i due operatori non avrebbero potuto opporsi alla decisione arbitraria della cooperativa”. A proposito della quale, rispondendo a un’interrogazione posta dal consigliere comunale, capogruppo di FrS, Tommaso Grassi sulla questione degli appalti alla rsa di San Silvestro, l’assessore Sara Funaro rispose che l’appalto non sarebbe stato automaticamente rinnovato ma sarebbe invece partito un nuovo bando. Il contratto d’appalto scade fra poco, e ad agosto il nuovo vincitore dovrebbe subentrare. “Ma ad ora – conclude il sindacato – non abbiamo ancora registrato nessun avviso di nuova gara. Tutto tace”.

 

 

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