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Rsu Ataf, “Ecco perché il servizio non funziona”, e mostrano le foto Cronaca

Firenze – Una mostra fotografica che fa fede di una cosa semplice, lineare, ma difficile da mandar giù, specialmente per i cittadini che attendono l’autobus con uno stato d’animo sempre più simile al tentativo di beccare il terno al lotto. Sì, perché “specialmente di domenica” spiegano alcuni autisti premurosi mentre illustrano le foto, “si può arrivare ad aspettare anche 85 minuti”. Va bene, domenica, ma gli altri giorni? “Venticinque, trenta e anche di più”. Fino a cinquanta muniti, dice un altro. A fare fede, le foto appese sui fili, come panni stesi ad asciugare. E che recano l’immagine che appare agli auttisti, nel display in dotazione al bus, che registra, oltre alla “normalità” i ritardi. Dispiace dirlo, ma a saperlo, quanto ritardo può fare un mezzo, lo sanno in molti, fra i cittadini. Le cause, allora, sono quelle che la gente vuol sapere. E stamane, davanti alla stazione, fra le foto dei ritardi che come perle si inanellano fino a formare non una collana, ma un vero e proprio cilicio, una conferenza stampa ha tentato di dare un senso a questa tragedia del trasporto pubblico cittadino. Anticipando qualche riga, la risposta che dà l’Rsu Ataf è: manca personale, manca un piano, le assunzioni annunciate (65 persone) “non sono vere”.

rsu ataf 2Insomma, cominciando dalle aggressioni, verbali e fisiche, cui sono sottoposti gli autisti da cittadini esasperati e inferociti, l’esponente sindacale Alessandro Nannini spiega: “E’ veramente ora che i cittadini si rendano conto che chi guida non ha responsabilità di quanto accade per quanto riguarda lentezza del servizio e addirittura corse saltate. E’ inutile prendersela con l’autista. Se la corsa tarda di un’ora, anche il guidatore si trova a malpartito, non potrà mettere i piedi a terra, mangiarsi il panino, staccare per riprendere poi con calma la guida. Dunque, non è la volontà dell’autista che va ad interferire con la puntualità. E’ l’intero sistema pubblico di mobilità su gomma che è saltato”. 

Del resto, neppure la tramvia e i suoi lavori sembrerebbero così fondamentali per la produzione ritardi: infatti, anche su linee che non sono toccate dai cantieri, i ritardi ci sono e sono spesso impressionanti.

“Ciò che manca è il personale – dice Nannini – e soprattutto un’organizzazione diversa, che è stata oggetto della proposta che l’Rsu ha mandato all’azienda e a cui sono state fatte orecchie da mercante. Tornando poi sul punto delle assunzioni, sia chiaro che al momento sono state fatte solo 16 nuove assunzioni. Poche, ma soprattutto ci tengo a ribadire un fatto: le assunzioni dei 65 promessi sono fatte non da Ataf, bensì da Busitalia, con un distacco di sei mesi presso Ataf”. 

rsu ataf 3Non solo: nonostante la grossa carenza che si riscontra nel numero degli autisti, la “ricetta” che l’azienda vuol mettere in campo, vale a dire aumentare di qualche minuto i tempi di percorrenza,è inutile” secondo l’Rsu. Infatti, come spiega Nannini, “quando si vanno ad accumulare ritardi di 40, 50 minuti” il palliativo dell’allungamento dei tempi di percorrenza è irrisorio per la soluzione del problema. Che invece, dice Nannini, “va affrontato con un cambio di logica organizzativa”. 

Ed ecco le proposte della Rsu Ataf, rimaste per ora almeno senza risposta: instaurare la figura del Capolinea, vale a dire personale appositamente formato che, “con l’ausilio di personale comandato, servirà a dare regolarità alle linee maggiormente in difficoltà evitando il fenomeno, ormai consueto, di veder passare tre-quattro bus insieme nella stessa linea, salvo poi attendere 40 minuti per vedere i successivi”; istituire riserve che possano sopperire ai vari buchi di servizio nelle varie linee (riserve che già ci sono, denunciano i lavoratori, ma vanno a sopperire nel servizio normale le difficoltà che si incontrano regolarmente vista la carenza cronica di personale che guida); umento della pausa all’interno del turno di lavoro. Potrebbe sembrare un richiesta irrazionale, ma è “normale” per garantire la tranquillità, la calma, l’attenzione alla guida e anche la disponibilità dell’autista verso il cittadino: avere pause talmente brevi che non bastano neppure a prendere un caffè o ad andare in bagno, come denunciano gli autisti, non contribuisce certo a smorzare la tensione.

rsu ataf 4Intanto, mentre “l’amministrazione fa orecchie da mercante” stanno per arrivare le festività, mentre i cantieri avanzano. “Se si continuano a minimizzare le cose– conclude Nannini – non si può andare che verso il peggioramento”. Ai cittadini valutare cosa sia, a questo punto, “il peggio”. 

 

 

 

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