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S.MART.I.C, l’identità tirrenica in un brand, il primo passo della sfida Breaking news, Economia

Firenze – Consapevolezza del viaggiatore da un lato, ricerca di Storie del territorio percorso, identità svelate, riconosciute, agganciate a un’area in cui radici profonde di assonanza storica e antropologica non corrispondono a facili riferimenti, dall’altro. L’operazione “S.MAR.T.I.C. Sviluppo Marchio Territoriale Identità Culturale“, presentata stamane a Firenze nella sede regionale di Palazzo Strozzi Sacrati in piazza Duomo, è affascinante, coraggiosa, e abbastanza difficile da guadagnarsi la definizione di sfida.

Intanto i soggetti. La squadra che si giocherà la partita possiede una caratteristica che forse la rende “apripista”: si tratta infatti di partners tutti privati, per lo più cooperative,  con capofila la cooperativa Itinera di Livorno. La “rete” di soggetti si è aggiudicata quasi 1 milione di euro di Fers dal programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2016, a cui andranno ad aggiungersi 800mila euro di risorse proprie. Ed ecco i nomi: CGPME Corsica, MIDA Charter Sardegna, Controllo Qualità Sardegna, Pegaso Toscana, Cooperativa Dafne Liguria, Consorzio Due Riviere Liguria, CCiF Marseille, con una caratteristica comune, vale a dire l’operatività volta all’ambito culturale, turistico e di valorizzazione dei territori.

Il tempo. Sono due, gli anni concessi  per costruire una nuova identità, sostenibile e attraente, per l’area marittima condivisa da Italia e Francia, con l’obiettivo di intercettare i viaggiatori consapevoli e di regalare loro emozioni nuove, che si possano tradurre in un marchio di riconoscibilità, una certificazione che possa trovare un ulteriore ricaduta nella compilazione di guide in cui gli “organismi” e i territori certificati “S.MART.I.C.” possano essere facilmente reperiti dal viaggiatore “cosapevole”, quello che ama il viaggio all’insegna dello “slow”. 

Il territorio. Il progetto si applica all’economia turistica della regione interessata dal programma Interreg Italia-Francia “Marittimo”, vale a dire quel “pezzo” di territorio che va dalla Toscana alla costa francese, passando per le isole, Corsica e Sardegna. Il fine è il rafforzamento della competitività delle micro e piccole e medie imprese e la loro crescita sui mercati regionali, nazionali e internazionali. 

L’area presa in considerazione, a livello economico ha una caratteristica comune, vale a dire pullula di micro imprese con un ridotto numero di addetti, limitata dotazione di capitale umano e finanziario, scarsa propensione all’innovazione. Il ruolo del progetto SMAR.T.I.C. è innanzitutto di risposta a necessità comuni a questa fascia che si muove al di là dei limiti dei confini nazionali. compito i S.MART.I.C. sarebbe quello di svolgere un ruolo forte di consulenza aiutando le MPMI a posizionarsi in modo omogeneo e vincente, facendo propri i temi del rispetto delle identità locali, dell’ambiente e della persona, che diventano fattori di diversificazione e di forza. Una necessità in qualche modo obbligata, stando alle statistiche che illustrano il cambiamento dell’offerta turistica, sempre più globale, dove anche mete tradizionalmente privilegiate come Italia e Francia possono perdere appeal, come registra la classifica generale Country Brand Index 2015, che le ha viste scivolare rispettivamente al diciottesimo e al diciannovesimo posto.

La “ricetta” per venire a capo della sfida, mette il focus sui luoghi “identitari” del territorio,  sia quelli di interesse storico-artistico e culturale quali musei, fortificazioni, chiese, palazzi e biblioteche, sia quelli dove la comunità effettivamente vive il territorio, come mercati, caffè, ristoranti, botteghe artigiane, rivendite di prodotti tipici, librerie; ma anche luoghi di svago, piazze, affacci panoramici, parchi cittadini e naturali, librerie, gallerie e atelier d’artista e così via. 

Di fatto, ciò che verrà perseguito con l’utilizzazione della modalità stessa di lavoro,  condivisa fra i partner e volta ad allargare la rete delle imprese coinvolte, sia con l’utilizzo delle nuove tecnologie, soprattutto applicazioni installate su device tecnologici fissi e mobili, sarà la trasformazione di un’identità in brand, allo scopo di intercettare il target dei viaggiatori che vivono il viaggio come una scoperta ed una emozione: si tratta principalmente di turisti del nord Europa o Olandesi, in ambito comunitario, oppure Americani, Canadesi e Giapponesi. L’identità culturale che può richiamare concetti di “chiusura”, “individualismo”, attraverso la cooperazione può e deve diventare, al contrario, sinonimo di scambio culturale e crescita economica e apertura. 

Nel complesso si lavorerà alla creazione e promozione di un marchio, capace di connotare una modalità a base emozionale e smart di fruizione dei luoghi dell’identità culturale dell’area transfrontaliera. Seguiranno l’utilizzo del marchio e degli strumenti collegati in un numero limitato di aree territoriali pilota, prima di passare alla definizione dei sistemi tecnologici da utilizzare per intercettare il target e soddisfarlo a destinazione. 
Il marchio previsto dal progetto farà emergere la ricchezza delle singole identità culturali contribuendo a creare un’identità comune, attrattiva per il viaggiatore, europeo o extraeuropeo, e per le imprese, in quanto fattore di sviluppo. 
L’essere percepiti come marchio infatti si traduce in un grande vantaggio competitivo.

Il lavoro è diviso in fasi: la prima sarà quella della “mappatura”, poiché costituita dall’analisi delle province dell’area di cooperazione sulla base di indicatori di sostenibilità ambientale, sociale e culturale. Ogni partner ha da analizzare, sulla base degli indicatori dati, una parte delle province dei territori in oggetto, con lo scopo di individuare i territori, a livello comunale e sovra comunale, che corrispondono al modello d’identità culturale su cui sarà incentrata la successiva attività. 

Nel mese di giugno sarà organizzato a Livorno l’evento di lancio che servirà a illustrare il progetto, spiegare i risultati della mappatura e i suoi obbiettivi alle istituzioni, e a creare un primo contatto con quegli stakeholder che saranno chiamati a diventare i protagonisti della seconda fase del lavoro. 

Alla conclusione di SMAR.T.I.C saranno certificate, mediante il marchio di qualità dell’identità culturale creato dal progetto, 75 imprese scelte all’interno delle aree pilota individuate dalla “mappatura. Le stesse imprese saranno valorizzate, insieme con le aree pilota, attraverso l’inserimento nella guida turistica ad uso dei viaggiatori consapevoli, sui social e sul sito web del progetto. 

 

 

 

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