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S.O.S. pangolino, il piccolo formichiere che rischia l’estinzione Ambiente, Cronaca

Parigi – Per le sue scaglie alla cheratina, la sostanza che forma il corno del rinoceronte, il pangolino, un piccolo formichiere squamoso che vive in Asia e in Africa, è diventato il mammifero più perseguitato al mondo. Negli ultimi anni ne sono stati contrabbandati oltre un milione, un traffico illegale alimentato dalla richiesta  non solo delle sue scaglie ma anche delle sue carni.

Al momento i mercati principali sono la Cina e il Vietnam, dove le scaglie vengono utilizzate nella medicina tradizionale mentre le carni di questo pacifico animaletto che si nutre di formiche vengono considerate una prelibatezza. Se per cinesi e vietnamiti la cheratina dei pangolini è preziosa per combattere una vasta gamma di malattie che vanno dal cancro all’impotenza, la sua carne è una specie di status symbol con “buongustai” pronti a spendere fino a 200 dollari per un chilo. Sul banco degli accusati per il traffico illegale dei pangolini, animali protetti dalla Convenzione internazionale di Washington,  è il Myanmar, con l’ex Birmania ritenuta come principale centro non solo di rifornimento ma anche di smistamento. Un traffico che è andato aumentando di anno in anno, decimando così la popolazione di pangolini viventi in Asia. Con il risultato che ora il traffico si è spostato in Africa. Se ne è avuta recente conferma quando nel porto vietnamita di Haiphong sono state sequestrate 1,4 tonnellate di scaglie di pangolino provenienti dalla Sierra Leone. Un bottino corrispondente  a non meno di 10mila pangolini africani.

Dopo tanti gridi d’allarme sul rischio di estinzione del pangolino, si sta finalmente arrivando a qualcosa di più efficace per salvare questo piccolo formichiere: la Convention on International Trade in Endangered Species (CITES) dovrebbe  infatti dichiarare questa settimana in Sudafrica illegale il traffico di pangolini.

 

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