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Una cura di buone mostre contro freddo e malumore Cultura

Sabato alle 18,30 riapre l’EX3, il Centro per l’arte contemporanea di viale Giannotti, che i soliti malevoli davano ormai per spacciato. Non c’è più il gallerista e direttore artistico Sergio Tossi, ma i curatori dell’associazione, Arabella Natalini e Lorenzo Giusti, promossi a direttori, restano in sella, ancora con la presidenza dell’imprenditore Andrea Tanini e il contributo del Comune di Firenze (per ora 90 mila euro all’anno ) e un aiuto dalla Regione. Tossi ci ha detto che augura ogni fortuna all’EX3 e ai curatori, e che è uscito da questa avventura per divergenze d’opinione che non alterano stima e amicizia. Resta il fatto che EX3 deve fare i conti con introiti che a mala pena coprono affitto agevolato, utenze e manutenzione. Da qui la decisione, che giudichiamo intelligente, di collaborare con un'altra istituzione, come in questo caso col MAGA di Gallarate, ospitando l’attuale complessa iniziativa denominata Multimedia Art Platform, con l’obiettivo di aprire una riflessione sullo stato dell'arte e della cultura contemporanea, affidandosi a un comitato scientifico composto da critici vari ma anche da antropologi, neuro scienziati, scrittori e collezionisti. Ne è venuta fuori una collettiva con i lavori di 38 artisti (tra cui Eva Marisaldi, Marzia Migliora, Adrian Paci, Robert Pettena, Letizia Renzini, tanto per avere un’idea) scelti in prima battuta dal board, e riorganizzati poi da Gabi Scardi e Ruth Cats, intitolata “Voglio soltanto essere amato”,  sull’importanza che l’amore riveste nella società attuale.  Tra i curatori c’è ovviamente  anche Arabella Natalini. Nella stessa serata all’EX3 viene inaugurata nella sala centrale, la personale dell’artista Jacopo Miliani – Do tou believe in mirages? – vincitore del premio promosso da EX3 e Regione Toscana per giovani artisti locali. Davvero una scenografia suggestiva, la sua, con danzatore-performer a sorpresa nella piazza antistante! Sempre a Firenze e alle 18, altre due inaugurazioni: a Base, in via San Niccolò 18r, propone Lawrence Weiner, figura preminente del movimento di arte concettuale, con opere apposite per lo spazio così minimale, composte con simboli semantici.  Alla Galleria Pio Fedi, via dei Serragli 99, alle 17, coloro che preferiscono l’arte più affine alla classicità dei segni, troveranno un omaggio a Vasari, opere pittoriche, disegni e sculture di un gruppo di sedici ottimi artisti, tra cui Barni, Granchi, Cacciarini, Buscioni e Moretti.  

essereamato2_thumb.jpgTroviamo ottime proposte anche fuori città, in luoghi ameni come Carmignano, dove lo spazio della gloriosa Galleria Schema dalle 16,30 ci propone le opere fotografiche di una travolgente creativa: Deva Wolfram, esperta botanica, oltre che pittrice e artista multimediale, appassionata di piante selvatiche di cui conosce ogni particolarità, e sa trasformarle in protagoniste del suo linguaggio artistico. Alla Biblioteca di Lastra a Signa, via Togliatti 37, Carlo Cantini mostra i suoi “Giardini dell’incanto”, spazi verdi pubblici e privati fotografati nell’intento di scoprire i loro misteri di scultura e verzura. Da non perdere la buona abitudine di visitare la collettiva da Continua a S. Gimignano con opere di Carlos Garaicoa e Kader Attia in via di Castello e  di Saavedra, Solakov, Londono all'Arco dei Becci.  Da seguire l'attività del Centro Pecci di Prato, che pure con i lavori di ampliamento, propone una rilettura  della storia di Superstudio e Poltronova, ancora sabato a partire dalle ore 16. Chiara Camoni è in mostra allo Spazio A di Pistoia con i suoi eserciti miniaturizzati in terracotta.  A Carrara è in preparazione un'attraente proposta nei due spazi espositivi del gallerista Nicola Ricci, in piazza 2 Giugno e piazza Alberica,  una mostra a tre descritta come “un dialogo a distanza tra le opere di Vittorio Cavallini (una nuova installazione sulla natura minacciata dalla presenza umana), Filippo Manzini (gracili anti-sculture ottenute con piegature di fogli e cartoni, con sostegni di legno e metallo)  e Addo Lodovico Trinci (fotografie di architetture interne, stampate su carta abrasiva) chiamati, sabato 25, a produrre lavori per l'antico palazzo nobiliare dei Conti Pisani, il cui piano terra viene recuperato dal suo abbandono e riportato in vita”. A questo deve servire l’arte, a vivificare lo spirito e risvegliare l’immaginazione sopita.

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