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Sabato 20 luglio Idee per la sera

L’Orfeo all’Inferno di Jacques Offenbach: Palazzo Pitti, Cortile dell' Ammannati

Venerdì 19 luglio 2013, ore 21:30
Sabato 20 luglio, ore 21:30
Lunedì 22 luglio, ore 21:30
Martedì 23 luglio, ore 21:30
Mercoledì 24 luglio, ore 21:30
Giovedì 25 luglio, ore 21:30

Era il 1984, e un altro Orfeo, quello di Claudio Monteverdi ritrascritto da Luciano Berio, veniva allestito dal Maggio Musicale Fiorentino a Palazzo Pitti, con la regia di Pier Luigi Pizzi. Berio, Responsabile Artistico in quell’anno, dedicò molta attenzione al mito di Orfeo, e dopo aver riproposto edizioni e versioni filologicamente attente, volle, nella produzione a Pitti, presentare un testo rielaborato in maniera sperimentale, per uno spettacolo popolare, all'aria aperta, in cui il pubblico potesse partecipare da coprotagonista.

 

A distanza di quasi 30 anni, il Maggio Musicale Fiorentino ritorna a Pitti con un’opera e propone, non a caso, per sei recite (da venerdì 19 luglio a giovedì 25 luglio 2013) un altro Orfeo, quasi a voler creare un impalpabile legame con quella lontana edizione del 1984, ultima opera portata dal Maggio a Pitti.

Il viaggio di Orfeo agli Inferi è qui narrato con un taglio più irriverente e satirico, messo in musica da Jacques Offenbach (Orphée aux Enfers) per un’operetta in due atti, su libretto di Hector Crèmieux e Ludovic Halèvy, composta nel 1858 ed eseguita in quell’anno ai Bouffes Parisien di Parigi.

È la prima volta che il titolo di Offenbach va in scena nella programmazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, che ha scelto di affidare la regia a Marco Carniti (con scene di Carlo Centolavigna e costumi di Maria Filippi), che, nell’interpretare in chiave moderna libretto e trama, coinvolge tutti i complessi artistici del Maggio Musicale (Coro, Orchestra, MaggioDanza), in un allestimento assolutamente contemporaneo, dove l’ironia del testo viene mantenuta e attualizzata, ed il vero inferno scaturisce dalla “mancanza di lavoro, dalla fragilità del quotidiano, dall’insicurezza del sistema economico, dall’impotenza di fronte alla confusione di una società da riorganizzare”, come afferma lo stesso Carniti nelle note di sala.

Lo spettacolo, che viene eseguito in lingua italiana, è imperdibile, non solo per la rarità con cui viene proposto nei cartelloni italiani, per la piacevolezza e quel senso di leggerezza che emerge dallo stile di Jacques Offenbach (1819 – 1880), esponente di quel clima parigino assolutamente irriverente e rivoluzionario di metà Ottocento, ma anche per il celebre galop, ovvero il tormentone, che all’epoca rese famoso il titolo, ovvero il momento di can can (qui coreografato da Paolo Arcangeli) dove le ballerine alzavano le sottane al ritmo di musica, lasciando intravvedere gambe, mutandoni e guêpières.

Si tratta di una nuova produzione realizzata in collaborazione con Maggio Fiorentino Formazione.

Un particolare ringraziamento va a Cristina Acidini, Soprintendente della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e a Mauro Linari, Direttore Ufficio Parchi e Giardini del Polo Museale Fiorentino.

Caffè Letterario Le Murate
h 20:30  –  Aperitivo & Live

FROM COAST TO COAST

Tiziano Mazzoni | chitarra e voce
Marco Pierozzi | chitarra, dobro e voce
Andrea Laschi | percussioni

Il progetto "From Coast to Coast", realizzato dai musicisti toscani Tiziano Mazzoni, Marco Pierozzi e Andrea Marianelli, propone un percorso musicale attraverso il rock e la root-music nordamericana fino alle più delicate folk ballad anglosassoni. Il repertorio comprende composizioni di autori e songwriter americani (Bob Dylan, Leonard Cohen, Joni Mitchell, James Taylor) ed europei (Steve Winwood, John Martin, Cat Stevens, Traffic…). Lo spettacolo, che i musicisti propongono in formazione acustica, è avvincente, una serata che allo stesso tempo è passato e presente, ricordo ed attualità, e che guida l'ascoltatore attraverso due lustri di una musica che, dall'utopia di  Woodstock al disincanto dei Clash, ha contribuito a costruire l'identità di più di una generazione.

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