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Sabato nero per Ataf, corse saltate, autisti: “Pochi e malpagati” Breaking news, Cronaca

Firenze – Ennesima denuncia degli autisti dell’Ataf, che, dopo l’altrettanto ennesimo sabato nero, con circa 90 corse saltate e 60 turni rimasti scoperti, affidano ai propri rappresentanti Cobas una energica nota molto critica nei confronti dell’azienda.

A fronte delle pessime condizioni di lavoro degli autisti e dei disservizi per gli utenti, la causa, sottolineano i lavoratori, “è molto semplice: la mancanza di organico denunciata da tempo, se non si inizia a rivalutare il mestiere dell’autista con assunzioni che garantiscano condizioni di lavoro dignitose, salari decenti e un futuro non legato alla precarietà o addirittura a un’agenzia di somministrazione del lavoro, ben pochi verranno a lavorare in Ataf e chi già c’è appena riesce scappa incalzato dallo stress di questo lavoro sottopagato”.

“C’è chi non si presenta neanche il giorno del’assunzione”, rincarano i lavoratori. Forse perché la gente non vuol lavorare, come da qualche parte pure viene addirittura ventilato? “No, forse perché le persone non vogliono accettare condizioni degradanti di lavoro”, rispondono i lavoratori. E l’esempio che lo conferma è dietro l’angolo: ci si riferisce alla Sammontana, con il famoso caso dei primi di giugno. La storica azienda toscana infatti, in un momento in cui gli imprenditori si lamentano di non trovare lavoratori, ha assunto 352 operai stagionali nei suoi stabilimenti e nei suoi uffici si accumulano 2.500 domande. Il motivo, riconosce i diritti dei suoi lavoratori e i suoi dipendenti sono pagati ogni mese con uno stipendio medio che consente una vita dignitosa.

Cosa straordinaria? “No, dovrebbe essere normale – dicono dai Cobas dell’Ataf – il problema è molto grave. Se i datori di lavoro cominciassero a pagare i lavoratori secondo il principio di assicurare un’esistenza libera e dignitosa (lo dice la Costituzione), avrebbero la fila fuori. Perché il problema non è andare a lavorare: anche gli schiavi lavorano. Il problema è come si lavora”.

Ma la controparte, ovvero la dirigenza dell’Ataf? “Un fantasma – rispondono i Cobas – totalmente assente, nascosta dietro lo spettro della sentenza della gara regionale, come succede ormai da anni”.

“Noi autisti abbiamo attraversato un difficile anno di pandemia – concludono i lavoratori – con responsabilità e sacrificio, e non ne possiamo più. Il servizio deve andare avanti, non può essere bloccato da una gara d’appalto, perché gli autisti ogni giorno continuano a lavorare e hanno bisogno di risposte e gli utenti ogni giorno hanno bisogno che l’autobus passi. Questo immobilismo di cui la politica è il primo complice, sta sacrificando una categoria e una città”.

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