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“Sacre” di Virgilio Sieni: la forza fondatrice del gesto arcaico Spettacoli

Firenze – Figure rosse su fondo nero come nei vasi attici, korai che esprimono la fisicità potente della presenza umana, personaggi di terracotta dei frontoni dei templi etruschi. Sei danseuses nude hanno portato sul palco della Pergola la bellezza e la forza del gesto arcaico reinterpretandolo attraverso la sensibilità dei figli del novecento.

Una grande serata di danza ieri sera all’interno del singolare percorso artistico inventato da Virgilio Sieni, dal titolo “Umano – Cantieri internazionali sui linguaggi del corpo e della danza”, che si articola in eventi “dentro e fuori” gli spazi al di qua e al di là dell’Arno, con il coinvolgimento della civitas fiorentina (fino al 31 ottobre).

Alla Pergola si rappresentava “La Sacre” l’interpretazione che Sieni propone della musica di Igor Strawinski all’origine della danza moderna. Il momento del “rito sacrificale della Russia antica”, è stato preceduto dal “Preludio” dei sei corpi femminili senza veli, come una sorta di iniziazione dello spettatore.

Così  il “sogno antico ricomincia” (Debussy e Mallarmé del Prelude à l’après midi d’un faune), la manifestazione del corpo e delle sue possibilità espressive secondo gli inventori primi della danza. La consapevolezza del gesto per comunicare, pregare, avvicinarsi all’altro è uno degli atti fondanti della civiltà. La  musica per violoncello di Daniele Roccato accompagna con suggestione evocativa la forza trattenuta e dominata dei movimenti dei corpi.

Dopo il Preludio siamo pronti a partecipare al rito sacrificale dell’adolescente costretta a ballare fino alla morte per ottenere il favore degli dei e dunque un ricco raccolto. Ma non è il crudele mondo primitivo della Russia pagana il vero protagonista di ciò che avviene sulla scena.

Gli undici danzatori, fra i quali la vittima designata, sono tutti impegnati a ballare se non fino a morire, certamente fino a perdere le loro identità singole e trasformarsi nella infinita varietà dei gesti e dei movimenti che costituiscono la dinamica dell’esistenza, anche di quella faccia oscura e ignota che solo loro riescono a portare, sia pure per un attimo, alla luce. Così Sieni e la sua compagnia sono riusciti ancora una volta a offrire ai fiorentini lo spettacolo della grande danza di cui sono stati privati con lo smantellamento di MaggioDanza.

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