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Le sagre tornano sempre più di moda Notizie dalla toscana

Firenze – Quasi la metà degli toscani (49%) partecipa a sagre e feste di paese che si concentrano con l’inizio dell’autunno con appuntamenti che vanno dall’uva ai funghi, dalle castagne alle mele fino ai tartufi. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti/Ixe che evidenzia la decisa “passione” per le sagre come alternativa low cost rispetto ai viaggi frenati dalla crisi e dalla paura delle guerre come evidenziato da Federalberghi.

Il ritorno delle sagre è infatti all’insegna del risparmio con un visitatore su cinque che non spende nemmeno un euro mentre per gli altri la spesa rimane sempre sotto i 30 euro. Si tratta di una nuova tendenza che è il frutto dell’esigenza di contenere le spese, ma anche di ristabilire un rapporto più diretto con il cibo, la cultura e le tradizioni territoriali. In Toscana c’è solo l’imbarazzo della scelta con centinaia di appuntamenti che celebrano le tante specialità autunnali del territorio come il vino, i funghi ed i tartufi di cui la regione detiene primati di qualità. Centinaia gli eventi tra sagre e feste che vedono la partecipazione entusiasta di tanti cittadini: dalla tradizionale castagnata alla festa del tartufo e del porcino, dalla polenta al vino novo, dal miele alle infarinate, dal fico secco al baccalà alla brace.

Per trovare gli appuntamenti è possibile consultare il portale della Regione Toscana: www.vetrina.toscana.it/it/

La gita enogastronomica è spinta anche da un’annata straordinaria per le tavole d’autunno con una produzione ottima per quantità e qualità sia per i funghi che per il tartufo con le prime quotazioni che sono abbordabili per tutti come non avveniva da tempo. Un fenomeno che va però accompagnato da una maggiore qualificazione dell’offerta che accanto a proposte di alta qualità mostra spesso anche tante improvvisazioni. Tra i consigli da seguire nella scelta ci sono infatti l’opportunità di verificare la congruità del “cibo festeggiato” con la realtà produttiva del territorio anche con un occhio alla stagionalità, le garanzie offerte dalla partecipazione delle Istituzioni, dai Comuni alle Parrocchie fino alle organizzazioni di rappresentanza, il coinvolgimento nell’iniziativa di operatori economici locali, dai ristoratori agli agricoltori.

La necessaria qualificazione dell’offerta delle sagre può essere sostenuta, infatti, da una più forte presenza delle realtà economiche espressione del territorio come ad esempio la vendita diretta dei prodotti agricoli e alimentari delle aziende agricole locali, che garantiscono identità e qualità al giusto prezzo. Una opportunità resa possibile anche dal moltiplicarsi dei mercati, delle botteghe, dei frantoi, malghe, cantine e spacci aziendali degli agricoltori di “Campagna Amica”, che possono contare su centinaia di punti vendita in tutta la regione dove e possibile acquistare i prodotti agricoli e alimentari del territorio a chilometri zero.

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