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Saldi invernali in giallo, la prima volta: tante persone, poche vendite Breaking news, Cronaca

Firenze – Tante persone, con mascherine e distanziamenti, nelle vie di Firenze nel giorno di apertura dei saldi invernali 2021,  i primi che si svolgono in area gialla. L’impatto che le regole e i divieti avranno sull’andamento dei saldi è già materia di riflessione. “Sicuramente la chiusura dei grandi centri commerciale favorisce in questa fase l’afflusso di persone nei centri storici ed urbani – si legge in una nota di Confesercenti – al contempo la chiusura ristoranti e pubblici esercizi alle ore 18 ne limita in qualche modo la permanenza oraria. Comunque a questo significativo flusso di persone non è corrisposto, almeno per ora, un andamento importante delle vendite”. Insomm,a tanta gente, poche vendite, almeno nelle prime ore d’inizio saldi. Del resto, dicono sempre da Confesercenti, i freni alla ripresa dei consumi per quanto riguarda l’abbigliamento sono ancora tanti, crisi economica svuotatasche dei cttadini, smart working, rarefazione occasioni di incontro e socialità, eccesso di promozioni on line e non solo. Anche se, mettono le mani avanti i cmmercianti, per un bilancio meno sommario occorrerà comunque aspettare qualche giorno.

“ll primo trimestre 2021 si caratterizzerà, in relazione al prolungamento delle restrizioni, per una spesa per consumi inferiore di 15 miliardi di euro rispetto al primo trimestre del 2020. Un colpo ulteriore ad un sistema già profondamente provato: nel 2020 la pandemia ha infatti cancellato 105 miliardi di euro di consumi, una cifra che, da sola, ha comportato una riduzione del PIL del 6,1%. A stimarlo è Confesercenti. Relativamente alla Toscana questo significa che, se nel 2020, il calo dei consumi è stimato in circa 7 miliardi di euro, per il primo trimestre 2021 questo significa una ulteriore contrazione stimata in 1,2-1,5 mld di euro”,  dice  Nico Gronchi, Presidente Confesercenti Toscana

La caduta dei consumi è prevalentemente determinata dalle restrizioni e dalla grande prudenza con cui le famiglie stanno affrontando l’emergenza sanitaria, su cui pesa anche l’incertezza generata dal susseguirsi continuo di nuovi provvedimenti. A pagarne lo scotto, soprattutto, le imprese del commercio, del turismo, della ristorazione, dell’artigianato e delle ricettività che sono state le più colpite dalla recessione pandemica. Senza una loro decisa ripresa, quindi, l’economia del Paese entrerà in una spirale discendente da cui sarà difficile uscire.
“Le imprese di tutti questi settori si trovano in una crisi senza precedenti, nei prossimi mesi rischiamo di vedere aumentare drammaticamente il numero di cessazioni delle attività anche nella nostra regione – continua Gronchi –  incredibile come Il Recovery plan, che pure si occupa di molti argomenti, non preveda interventi diretti per molti dei settori maggiormente colpiti, ma solo ricadute positive sul medio lungo periodo”. Anche perché diventa fondamentale il fattore tempo essendoci un problema urgente di tenuta del sistema imprenditoriale.
“Crediamo indispensabile –  ha concluso Gronchi – che la Regione Toscana si attivi, superando l’inerzia governativa, su tre direttive specifiche. Con un piano di sviluppo specifico per Commercio, Artigianato e Servizi da inserire nei progetti del Recovery fund e nuovi interventi sulle Garanzie attraverso i Confidi. Poi con un grande piano di co-finanziamento a fondo perduto di almeno il 50%, sul modello del bando investimenti del 2020, specifico per negozi, alberghi, bar, ristoranti, artigiani, Ambulanti… Ultimo, ma solo in ordine casuale, un intervento con progetti specifici per la rinascita delle Città d’arte della nostra Regione, realtà completamente trasformate dalla mancanza di turismo, sul modello del Piano per la rinascita delle Città tedesco”.

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