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Saldi invernali, si parte sabato 5 gennaio Breaking news, Cronaca

Firenze – E’ countdown per la partenza dei saldi invernali: pochi giorni ancora e sabato 5 gennaio si avvia il grande shopping. Budget di pesa previsto, 280€ a famiglia,  e 122 euro a persona. Ma in questi giorni, come si legge nella nota diffusa da Confesercenti che contiene anche i dati riportati, a divampare non è solo la “febbre” del saldo, ma anche i dibattiti sulla tempistica e modalità di svolgimento. Vale a dire, posticipare la data, limitarne la durata, definire il modo di svolgimento sono i temi che insieme ad altri, tengono banco in questo periodo.

Il meccanismo dei saldi sembra infatti perdere sempre più smalto in presenza di iniziative come il Black Friday ma anche il crescendo di sconti e promozioni verificatosi durante il periodo natalizio, “un meccanismo che ha favorito i consumi durante le feste e che prosegue in maniera inarrestabile – dicono da Confesercenti – per questo cresce, nel mondo della piccola impresa del settore moda, la voglia di modificare, anche in modo radicale, tutto il tema delle vendite straordinarie”.

Come Confesercenti sosteniamo, ormai da anni, che una data di inizio, delle vendite di fine stagione, così ravvicinata al Natale sia penalizzante per imprese e consumatori; inoltre, è necessario un cambiamento della durata – spiega Nico Gronchi Presidente Confesercenti Toscana – la nostra proposta è far partire i saldi realmente a fine stagione e con una durata limitata. Poi possiamo, anche, aprire una discussione su natura e modalità delle vendite promozionali, su chi deve effettuare i controlli necessari sul corretto svolgimento nel rispetto del principio di trasparenza nei rapporti dell’utente finale; ma di fatto, senza l’introduzione di una norma che ne regoli data e durata sarà molto difficile far ripartire i consumi del settore moda”.

E dal momento che ci si trova in un  contesto di poca chiarezza, negozi e griffe hanno contattato i loro clienti abituali tramite sms e mail, invitandoli a recarsi presso i punti vendita per i pre-saldi.  “Una strategia – dicono da Confesercenti – per invogliare a spendere. I pre-saldi non andrebbero mai praticati, ciononostante da molti anni ormai è diventato normale. Ci sono norme a riguardo, semmai andrebbero svolte battaglie per cambiarle; perché il rischio vero è di perdere il rapporto di fiducia con il cliente, o quantomeno di alterare uno dei principi cardine del lavoro degli imprenditori, quello della trasparenza”.

Abbiamo ampiamente discusso, in questi anni, per arrivare ad una data unica su tutto il territorio nazionale e l’abbiamo ottenuta ma da un lato rimane il tema dell’e-commerce, – continua Gronchi – che rappresenta comunque il 6/7% del fatturato e dall’altro il fatto che la maggior parte delle persone preferisce aspettare l’inizio dei saldi per acquistare capi pesanti e di maggior impatto sul budget familiare”.

Insomma, sembra di capire che se si vuole che i saldi continuino a rappresentare un momento molto importante per le imprese, è fondamentale un cambio di passo. “Ciò diventa adesso ancora più necessario – concludono dalla Confesercenti –  in un momento in cui la combinazione di diversi fattori (calo dei consumi, crescita del commercio elettronico, cambiamento degli stili di vita, ecc..) rende sempre più difficile mantenere in vita la rete dei cosiddetti negozi plurimarca;  riportare i saldi a fine stagione, limitarne la durata, rendere tutto chiaro e trasparente è semplice, è nell’interesse di tutti”.

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