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Sale ad 8 il numero dei corpi ritrovati nel relitto della Concordia Cronaca

Susy Albertini, la madre di Dayana Arlotti, non opererà il riconoscimento della piccola ritrovata nella mattina di oggi, 22 febbraio, nel relitto della Costa Concordia. La donna sta muovendo alla volta dell’isola del Giglio assieme al suo attuale compagno, ma avrebbe annunciato di non sentirsela di riconoscere il corpo privo di vita della sua bambina. L’identificazione della salma recuperata all’interno del ponte 4 sommerso avverrà attraverso la comparazione del dna. «Ho già sentito la mamma di Dayana e ci siamo limitati ad organizzare frettolosamente la partenza per l'isola del Giglio o per Grosseto», ha dichiarato questa mattina l’avvocato Davide Veschi, legale di Susy Albertini. «Al telefono – ha aggiuntio Veschi ai microfoni del telegiornale regionale toscano – ci siamo detti soltanto "Partiamo", perchè c'è stato questo ritrovamento. Di altro non abbiamo parlato, è stata una telefonata velocissima». La piccola Dayana, 5 anni, era partita per una crociera da sogno assieme al padre, Williams Arlotti (36 anni), ed alla sua compagna, Michela Maroncelli (32 anni). Quest’ultima è stata la sola superstite nel naufragio del 13 gennaio nelle acque del Giglio. Forse il trentaseienne, che aveva subito un doppio trapianto, si attardò alla ricerca delle sue medicine e questo gli fu fatale. Dai racconti di altri naufraghi si è ricostruito che sia la bambina che la compagna di Arlotti indossavano, al momento dell’evacuazione della nave, i giubbotti di salvataggio. Né Dayana né Williams, però, ce l’hanno fatta a mettersi in salvo sull’isola del Giglio. La notizia del ritrovamento del corpo della piccola Dayana, ha spiega Heidi Spano, anch’essa legale di Susy Albertini, «ha gelato il sangue alla mamma. Si è concretizzata una realtà temuta ma che fino ad ora non era tangibile». In mattinata i vigili del fuoco che operano sul relitto della Costa Concordia avevano annunciato il ritrovamento di 4 corpi, 3 dei quali erano stati recuperati. Nel pomeriggio i corpi ritrovati all’interno del ponte 4 sono saliti a 8. Da 15 il numero dei dispersi scende, dunque, a 7. Le operazioni di recupero delle salme all’interno della nave da crociera semisommersa sono rese difficoltose dalle condizioni del mare e richiederanno ulteriori interventi in quanto i corpi sarebbero ubicati in una zona completamente invasa dall’acqua del mare e situata a circa 10 metri di profondità. «Per entrare in quella zona – ha spiegato il sindaco dell’isola del Giglio, Sergio Ortelli – è stato necessario costruire un complicato ponteggio all'interno del ponte 4 per permettere ai soccorritori di penetrare fino a quel punto della nave». «Restituire alle famiglie i corpi dei loro cari – ha proseguito il primo cittadino gigliese – è per noi una priorità e pensiamo che il lavoro svolto dalla protezione civile e dai soccorritori nel raccogliere le testimonianze dei superstiti sia stata fondamentale». E se dal fronte dispersi le notizie che giungono dal Giglio sono, in ogni caso, drammatiche, dati confortanti giungono dalle rilevazioni di Arpat. Le analisi batteriologiche sulle campionature prelevate il 19 febbraio hanno dato esito negativo. A causa delle cattive condizioni del mare non è stato possibile effettuare prelievi dal 20 febbraio e nuove campionature verranno raccolte probabilmente venerdì 24 febbraio.

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Foto: www.protezionecivile.gov.it

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