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Saline Volterra, l’affaire si ingarbuglia, dalla Regione si chiede chiarezza Breaking news, Cronaca

Firenze – Un colpo di scena che ha provocato grande stupore nella Regione Toscana, le iniziative legali che che Atisale spa (di proprietà del gruppo francese Salins) ha scagliato contro la Locatelli Saline di Volterra, azioni che rischiano di compromettere in maniera irreversibile la continuità aziendale e la stessa prosecuzione dell’attività estrattiva del sale a Volterra che come ogni attività estrattiva mineraria, d’altro canto, avviene su concessione regionale. L’attacco legale si è sostanziato, nello scorso 24 dicembre, nel fatto che Atisale, relativamente ad un credito di 4 milioni di euro vantato sulla Locatelli Saline di Volterra, ha ottenuto dal Tribunale di Pisa un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo dal 4 gennaio 2021 celando che lo stesso credito era già oggetto di ricorso presso il Tribunale delle Imprese di Firenze e che in erano in corso trattative tra privati oltre al tavolo prefettizio di mediazione.

Ricostruendo la vicenda, Atisale, titolare delle concessioni minerarie a Volterra ed azionista di minoranza in Locatelli Saline di Volterra, è di recente divenuta proprietà del gruppo francese Salins du Midi per effetto di un’operazione di subentro finanziario in un debito bancario pregresso. Questo ha determinato uno scenario inedito in un quadro di rapporti industriali e territoriali che coinvolgono anche altre imprese, nonché istituzioni come la Regione Toscana ed il Comune di Volterra. A fronte della singolarità della situazione, la Regione aveva richiesto nell’estate scorsa un tavolo di ricomposizione, avviato su iniziativa del Prefetto di Pisa, per la risoluzione di alcuni contrasti tra Atisale e Locatelli Saline di Volterra. Da questo era emersa una soluzione temporanea per la gestione dei fanghi derivanti dalla produzione di sale della Locatelli, che avrebbero dovuto essere smaltiti necessariamente presso la discarica di Barbialla, di cui è titolare Atisale.

Regione e Comune avevano poi seguito a distanza i successivi contatti tra le due imprese, che sembravano porre le basi per uno sviluppo dell’attività industriale che avrebbero prodotto conseguenti importanti per l’economia locale. Confidando nella buona volontà delle due imprese, la Regione era dunque in attesa di conoscere gli sviluppi della situazione, fiduciosa in una positiva conclusione del confronto. In questo quadro, “stupisce il comportamento di Atisale – spiega l’assessora regionale al lavoro Alessandra Nardini – che nei giorni scorsi non soltanto ha abbandonato il tavolo delle trattative, ma ha anche sferrato un attacco legale alla Locatelli Saline di Volterra, sfruttando strumenti processuali atipici. Questo pone dei seri dubbi sul disegno industriale che il Gruppo Salins, attuale proprietario di Atisale, possa avere su Volterra”.

Va da se’ che le iniziative di Atisale,  se portate avanti, metterebbero a serio rischio gli attuali livelli occupazionali dell’area e l’indotto, con ricadute sull’economia locale e problematiche ambientali. Per questo la Regione verificherà a stretto giro se ci siano ancora le condizioni per il mantenimento dell’attuale assetto gestionale della Salina di Volterra, a cominciare dalla titolarità delle concessioni minerarie in capo ad Atisale. La Toscana richiama inoltre l’attenzione del Prefetto e del Tribunale di Pisa sulla vicenda, e, in accordo con il sindaco di Volterra Giacomo Santi, chiede un incontro con il direttore generale del gruppo Salins, Hubert Francois. L’obiettivo è capire quale sia il piano industriale di Atisale su Volterra, per fugare il dubbio che si tratti solo di un’operazione finanziaria finalizzata a sottrarre quote di mercato alla Locatelli e rifornire i suoi clienti con sale non toscano.

“Auspichiamo che le parti tornino immediatamente ad un proficuo tavolo di trattative – dice l’assessora regionale Nardini, in accordo con il presidente della Toscana Eugenio Giani – ad Atisale ed alla proprietà francese Salins chiediamo di fermarsi. E al tempo stesso richiamiamo sulla vicenda l’attenzione del Prefetto di Pisa, i cui uffici avevano ben lavorato nel determinare una prima soluzione transitoria nei contrasti tra le due imprese, e dello stesso Tribunale di Pisa.  Chiediamo che vengano valutati tutti gli aspetti della vicenda, senza concentrarsi su richieste di parte”. “La Toscana è terra di investimento da parte di 800 multinazionali – spiega l’assessora – diverse delle quali sono assistite dal nostro ufficio Invest in Tuscany: non siamo nuovi ad investimenti internazionali. Riteniamo sia poco saggio per i nuovi investitori rischiare di compromettere un quadro di relazioni istituzionali ed industriali che non si limitano solo a Locatelli ed Atisale, ma coinvolgono anche altre importanti imprese, come Altair e Solvay, oltre alla gestione di concessioni minerarie pubbliche e di una discarica ad esse funzionale”.
“Se venisse compromessa la continuità della Locatelli Saline di Volterra – spiega Nardini – la Regione Toscana sarebbe costretta ad attivare un’immediata valutazione delle concessioni sul sale, vigilando con rigore anche sugli aspetti ambientali e sulla continuità della discarica di Barbialla. Nel caso in cui l’obiettivo dei nuovi investitori fosse quello di capitalizzare le quote di mercato ed i clienti della Locatelli Saline di Volterra, rifornendoli con altro sale non toscano, senza un reale piano di investimenti su Volterra, la Toscana e le istituzioni locali assumeranno ogni possibile e lecita iniziativa a tutela di quello che è ad oggi il sale più puro d’Italia e dell’economia locale che attorno ad esso gravita. Rifiutiamo operazioni speculative sulla pelle della Toscana, delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori”.

 

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