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Salone dell’Arte e del Restauro: due giorni con 120 espositori Cultura

Firenze – Oltre 3.000 metri quadrati di aree espositive, dove troveranno spazio 120 espositori che, in due giorni, accoglieranno oltre 20mila visitatori, provenienti da ogni parte del mondo, per ammirare mostre tematiche, o partecipare ad oltre 80 tra eventi, convegni e talking corner, con oltre 400 relatori.

Sono questi alcuni numeri, relativi alla V edizione del Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze, che si svolgerà ufficialmente il 10 e l’11 novembre, nel padiglione Cavaniglia della Fortezza da Basso. Un evento di portata internazionale, che ruoterà intorno alla conservazione e alla tutela del patrimonio culturale mondiale, minacciato da possibili alluvioni, terremoti o dalla stessa mano dell’uomo (guerre, atti vandalici, ecc). Il Salone, organizzato dall’Associazione no-profit CHT Culture Heritage&Tourism e PLS Educational Srl, ha avuto un’anteprima, al Cenacolo di Santa Croce, questa mattina, con il convegno “50 anni dall’alluvione”, dove sono state portate le testimonianze di una serie di interventi di restauro eseguiti su opere d’arte alluvionate, come quello di Marco Ciatti, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, che ha illustrato gli interventi su opere di grande valore come l’Ultima Cena di Giorgio Vasari e quello di Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno.

Interessante l’intervento di Gisella Guasti, responsabile del Laboratorio di Restauro della Biblioteca Nazionale di Firenze, che ha illustrato il piano di emergenza messo a punto per portare in salvo, in caso di nuova esondazione dell’Arno, i testi più preziosi, posti al piano superiore della Biblioteca. Di primaria importanza anche gli interventi di Carla Zarrilli, Direttrice dell’Archivio di Stato di Firenze per i lavori eseguiti su manoscritti e testi colpiti dall’alluvione del ’66, l’intervento di Giorgio Bonsanti sull’importanza del restauro nella città di Firenze, quello di Renzo Funaro sui Beni Culturali Ebraici Fiorentini colpiti dall’alluvione e l’intervento di Cecilie Hollberg che ha illustrato l’esperienza di Dresda colpita dalle acque nel 2002.

Nella giornata di domani, invece, alle 9,30 è previsto il taglio del nastro, all’ingresso del padiglione Cavaniglia, che inaugurerà ufficialmente la V edizione del Salone.

In questi due giorni sarà possibile visitare 120 espositori con aziende, provenienti da diversi settori produttivi e dalle principali aree merceologiche di riferimento (Area Restauro e Conservazione, Area Formazione, Area Istituzionale, Area Servizi ai Musei, Area Nuove Tecnologie e Consulenze per la Fruizione dei Beni Culturali, Area Retail: Gadget & Bookshop, Area Turismo dei Beni Culturali, Area Ambiente e Beni Culturali).

Tra i vari temi trattati nella giornata di domani, quello della prevenzione e della tutela del patrimonio, approfondito nel convegno “Restaurare l’Arno: l’alluvione di Firenze e le linee operative di prevenzione e ricostruzioni post calamità”, previsto dalle 14 alle 18, nella sala Forni. Anche il CNR tratterà il tema della conservazione di opere d’arte danneggiate da eventi tragici, con il Convegno “Dall’emergenza alla scienza della conservazione: il ruolo di ICVBC-CNR”, che si terrà dalle 10, sempre nella sala Forni.

Quest’anno, in concomitanza con il 50esimo anniversario dell’alluvione di Firenze, sarà possibile visitare una serie di mostre dedicati ai temi del recupero e della tutela, come quella sui principali interventi di restauro effettuati dalla Soprintendenza Architettonica sui Monumenti di Firenze, all’interno dello stand MiBACT, e la mostra “I colori dell’alluvione”, a cura dell’Archivio Storico di Firenze.

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