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Salute, Acli Toscana: “Nelle aree di crisi si vive peggio e si muore prima” Breaking news, Cronaca

Firenze – “E’ una ovvietà ma ricordarcela e soprattutto ricordarla a chi ci governa è sempre utile: laddove c’è meno crescita e meno lavoro si vive peggio e si muore prima” così Giacomo Martelli, presidente delle Acli Toscana commenta la classifica sulla qualità della salute in Italia fatta dal centro studi del Sole 24 Ore (http://24o.it/indice-salute).   

“Osservando i dati forniti dalla ricerca – spiega Martelli –   notiamo che agli ultimi posti di questa classifica nazionale abbiamo tre realtà toscane, la provincia di Grosseto, quella di Massa Carrara e quella di Livorno, che sono anche quelle che fanno registrare i tassi di disoccupazione più alti della Toscana. E’ evidente che quando non c’è crescita il conto lo paghiamo non solo in termini economici ma anche socio-sanitari. Il che dovrebbe spingere i nostri politici e le nostre istituzioni a intervenire in maniera più stringente soprattutto in quelle aree della nostra regione che più di altre hanno pagato e stanno pagando la crisi economica”.

“Non va dimenticato che la ricerca del  Sole 24 Ore , che per altro conferma quanto già emerso dallo studio realizzato per Acli Toscana da Iref “Il modello toscano alla prova della crisi”, – puntualizza Martelli – mette in correlazione aspetti fondamentali per misurare lo stato di salute delle singole province: dall’incremento della speranza di vita alla nascita, alla mortalità annua per tumore e per infarto, dal consumo di farmaci all’emigrazione ospedaliera e alla disponibilità di posti letto e di medici. E misurando questi indici si nota che c’è una Toscana divisa in due: metà sopra la media nazionale, l’altra sotto. Infatti se abbiamo Firenze in testa, uno dei pochi capoluoghi regionali nella top-ten nazionale, e Pisa, Prato tra le prime 20, Siena 30esima e Arezzo 47esima, poi si crolla al 75esimo posto di Pistoia, all’83esimo di Lucca. E chiudiamo negli ultimi posti nazionali, appunto, con Grosseto (97esima), Massa Carrara (101esima) e Livorno (102esima). In queste nostre province si vive 1 anno in meno che nella provincia di Firenze o di Prato, guarda caso le realtà economiche e occupazionali più dinamiche della Toscana”.

“Questi numeri – conclude Martelli. – fotografano meglio di qualsiasi parola quello che affermiamo, purtroppo non sempre ascoltati, da tempo, e che cioè la prima preoccupazione della politica anche nella nostra Toscana deve essere la crescita e la creazione di posti di lavoro con interventi specifici e mirati sulla Costa, pensiamo solo alle opere pubbliche ferme da anni e anni, dove la situazione, già arretrata rispetto al centro della Toscana, sta peggiorando”.

 

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