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Salute: curare l’ictus è una corsa contro il tempo Cronaca

Firenze – L’immagine di un cronometro, e al suo interno un cervello che si deteriora col passare dei minuti. Nella lotta all’ictus, il fattore tempo è determinante. E’ questo il messaggio principale lanciato oggi dall’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, assieme al responsabile del reparto Stroke Unit e Neurologia di Careggi Domenico Inzitari, al presidente di di ALICE Firenze onlus Alessandro Viviani e al presidente di ALICE Toscana onlus Luigi Rossi, che hanno presentato una campagna di informazione finanziata dalla Regione Toscana con la collaborazione con l’Associazione per la lotta all’ictus cerebrale che partirà il 29 ottobre, giornata mondiale per la lotta all’ictus cerebrale.

Il fattore tempo è essenziale, ha spiegato Inzitari, perché ogni minuto perso corrisponde a un milione di neuroni distrutti e a tre giorni di vita senza disabilità perduti: “L’importante è che la gente sappia che vi è una terapia la trombolisi che ha fatto passi avanti importanti e che quindi si può intervenire con efficacia a bloccare le devastazioni provocate dall’ictus”. In Italia ogni anno un milione di persone viene colpito da questa malattia: di questi il tasso di mortalità varia fra il 10 e il 15%, mentre la metà rimane in vita con un grave  handicap, con pesanti costi umani, sociali ed anche economici.

In Toscana, i casi di ictus sono circa 10.000 l’anno. Nei paesi industrializzati la spesa diretta per l’ictus equivale allo 0,27% del Pil. Considerando che il Pil della Toscana è di circa 104 miliardi di euro, la spesa a carico del Servizio sanitario nazionale per l’ictus ammonta a circa 280 milioni di euro l’anno. La spesa complessiva per il SSR è di 110.529.000 di euro per i primi due anni dopo l’evento acuto. La spesa complessiva per il SSR è di 63.000.000 di euro l’anno per i circa 2.100 sopravvissuti con disabilità moderata grave. Se tutti i pazienti con ictus acuto venissero ricoverati in stroke unit, ogni anno in Toscana si eviterebbero 800-1.400 morti o disabili gravi (con un risparmio valutabile in circa 15 milioni di euro l’anno), e 300-500 ricoveri in istituto (con un risparmio valutabile in 4,5-7,5 milioni di euro l’anno).

Per questo è essenziale che si conoscano i primi sintomi della malattia in modo da prendere immediatamente le decisioni necessarie: chiamare il 118 e sottoporsi il più presto possibile alle terapie. In un depliant vengono illustrati in modo facile e immediatamente riconoscibile i segnali  inequivocabili dell’insorgere dell’ictus: la bocca storta, il braccio debole, la difficoltà a parlare, difficoltà nella vista. Ma c’è un “sintomo” che rende gli altri assai più pericolosi: la mancanza di informazione.

A chi gli chiedeva notizie sulla riforma delle Asl annunciata dal presidente Enrico Rossi, Marroni ha detto che è allo studio, ma “la cosa più importante di cui ci dobbiamo occupare è curare le persone e la campagna sull’ictus è un buon esempio di quello che una buona amministrazione deve fare”.

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