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Nuova legge regionale per la salute e il commercio delle piante Ambiente

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato il 24 novembre, con astensione dei consiglieri del gruppo Pdl, la nuova disciplina del servizio fitosanitario regionale. Si tratta di un testo normativo che aggiorna la disciplina del 2000 (L.R. 57/2000), ampiamente superata da direttive comunitarie, decreti legislativi e ministeriali, concernenti la difesa delle piante da organismi patogeni (insetti, funghi,ecc.), il controllo di provenienza genetica, la qualità e stato fitosanitario nella commercializzazione dei vegetali (importazione ed esportazione incluse), in particolare dei cosiddetti materiali di propagazione delle piante quali talee, semi, piantine in vivaio. Superata, la 57/2000, anche sotto il profilo delle tecniche e dei requisiti professionali degli operatori della produzione, del commercio e dell'importazione dei vegetali, come ha tenuto a sottolineare il presidente della Commissione consiliare Agricoltura Loris Rossetti che ha illustrato il testo della legge. Obiettivo è garantire la qualità e il buono stato di salute delle coltivazioni agricole, forestali e vivaistiche, ma anche delle piante di giardini, parchi e verde urbano, non solo per ragioni economiche (funzione produttiva delle colture), ma anche per ragioni territoriali e paesaggistiche: dallo stato di salute delle piante dipendono anche la performance di altre funzioni di interesse pubblico, ad esempio la difesa idrogeologica e la protezione del suolo, l'assimilazione di anidride carbonica, noto gas serra che contribuisce al cambiamento climatico, la qualità paesaggistica.
Dal punto di vista operativo e di servizio pubblico si potrà ora contare su una struttura di presidio contro le malattie fitosanitarie e l'inquinamento genetico del patrimonio agricolo forestale e vivaistico. I tecnici fitosanitari, previsti dalla legge, vigileranno  per impedire l'ingresso nel territorio di insetti organismi dannosi per le piante e di organismi geneticamente modificati (Ogm). Il servizio fitosanitario regionale, che si è recentemente riorganizzato, anche a seguito della sopressione dell'Arsia (Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione del settore agricolo-forestale), potrà, in base alla nuova legge, stipulare convenzioni con enti locali, università, laboratori ed istituti di ricerca. Ossia riccorrere all'attivazione di contratti e/o collaborazioni esterne per specifiche attività e servizi, oltre a disporre di sistemi di intervento per gestire le emergenze ed impedire la diffusione delle malattie dannose.
L'astensione del Pdl nasce da una contestazione non certo irrilevante: l'insufficiente dotazione di personale della struttura regionale e il ricorso a strutture esterne, senza una previsione finanziaria, sono un interrogativo. A fronte di una dotazione necessaria di funzionari e tecnici stimata, in sede di Conferenza Stato-Regioni, di circa 101 unità, la dotazione organica è di 50 unità, il che costringerebbe a ricorrere, ma la legge lo indica genericamente, a strutture esterne al servizio fitosanitario regionale. Claudio Marignani, Pdl e vicepresidente della Commissione Agricoltura vede in ciò una lacuna significativa della nuova legge. "Sarebbe stato opportuno dotare la legge – ha osservato – di un piano di spesa, di ipotesi sull'aumento del personale nel tempo, sul numero di interventi e richieste di collaborazione previsti, e sui criteri di scelta delle università e dei laboratori" con cui attivare convenzioni e stringere collaborazioni.
Sono in corso i lavori di ultimazione dell'iter legislativo (assegnazione del numero, certifcazione) presso il Consiglio regionale. Si prevede che il testo sarà pronto per la pubblicazione sul Burt entro questa settimana.

Nella foto danni provocati dal cinipide del castagno

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