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San Casciano dei Bagni, un tesoro romano emerge dagli scavi Breaking news, Cultura

San Casciano dei Bagni  – Il panorama è mozzafiato, ciò che sorge fra i declivi pure: piscine ribollenti di acqua calda e curativa con salti di quote, terrazze digradanti nel verde, fontane, colonnati, giochi d’acqua. A San Casciano dei Bagni in Toscana, piccolo borgo nella provincia di Siena che ancora oggi conta molto sul turismo termale, gli archeologi sono impegnati da tre anni in uno scavo che ha già fatto parlare di sé. Dalle acque delle terme infatti emergono oggetti straordinari, come la grande vasca, svariate offerte votive, altari e persino un bassorilievo con un grande toro, tradizionalmente collegato a Giove, e un meraviglioso putto in bronzo, risalente all’età ellenistica. Ma gli scavi non hanno finito di arrecare sorprese, tant’è vero che nelle ultime settimane, come spiega l’archeologo Jacopo Tabolli, si è giunti alla scoperta delle reali dimensioni del sito che, in primis appartenuto e costruito dagli etruschi, fu poi rifondato dai romani nei primi secoli dell’Impero, rendendolo fastoso e unico. Unico, come il tesoro di monete, fresche di conio come riferiscono gli operatori, ritrovate in gran copia e portate direttamente dal conio romano al santuario, forse per una sfavillante offerta da parte dell’imperatore. Monete d’argento, oricalco e bronzo, che forse dovevano essere offerte agli dèi per propiziare la salute dell’impertore, dei nobili, di tutto il popolo romano.

Il contesto che si sta disvelando all’avanzare del progetto di scavo è “senza uguali e unico nel Mediterraneo antico – dice ancora Tabolli, alla guida del progetto dalla prima ora – anche per dimensioni del santuario”. Non solo, i reperti rinvenuti sono strardinari, a partire dall’utero di bronzo che si inserisce fra ritrovamenti dello stesso tipo che tuttavia molto raramente erano stati realizzati in metallo. Ma sono le oltre tremila monete, “tutte di fresco conio” come Giacomo Pardini, esperto dell’Università di Salerno, ha verificato, a dare l’idea più cogente del “tesoro”.  Gli scavi furono intrapresi nel 2019, promossi dall’Amministrazione comunale con la concessione del ministero della cultura, con la guida dell’archeologo Jacopo Tabolli, che insegna all’Università degli stranieri di Siena, portato avanti insieme a Emanuele Mariotti, direttore dello scavo, Ada Salvi della soprintendenza oltre ad atenei italiani e internazionali. Il grande complesso santuariale si trova a ridosso della sorgente termale.

Sulla vicenda, ministro della Cultura Franceschini interviene, commentando la “scoperta eccezionale, che conferma l’importanza di questo scavo e del lavoro egregio portato avanti in questi anni”, e promettendo a breve la realizzazione di un museo dedicato.

Foto: comune di San Casciano dei Bagni

 

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