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San Gimignano capeggia la rivolta dei piccoli Comuni, “No a centri storici di serie A e B” Breaking news, Cronaca

Siena – I Comuni turistici sotto i 15mla abitanti non ci stanno e tornano a farsi sentire: dopo l’appello lanciato al governo nel maggio scorso per salvare “i gioielli turistici d’Italia”, i piccoli Comuni alle prese con le dure cnseguenze del coronavirus tornano sulle pagine dei giornali.

Il nuovo casus belli è stavolta la norma contentuta nell’art. 39 del “decreto Agosto”, che, riconoscendo un contributo a fondo perduto ai “soggetti esercenti attività d’impresa di vendita di beni o servizio al pubblico, svolte nei centri storici, ma soltanto nei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitane che abbiano registrato presenze turistiche di cittadini residenti in paesi esteri in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti per i primi e in numero pari o superiore ai residenti per le seconde”, ha di fatto stabilito una differenza che taglia fuori i piccoli, turisticissimi Comuni.

“Non è accettabile questa differenza, non riusciamo a spiegarla alle nostre imprese – commenta Andrea Marrucci, Sindaco di San Gimignano e promotore dell’Appello dei piccoli comuni turistici – il Decreto legge ‘Agosto’ contiene molte norme positive per i Comuni, a partire ad esempio dall’incremento del fondo per l’esercizio delle funzioni degli enti locali o l’incremento del ristoro dell’imposta di soggiorno, ma siamo completamente tagliati fuori dalla norma sui centri storici. Una norma ancora una volta pensata soltanto per i grandi agglomerati urbani che ignora tanti piccoli e medi comuni a forte vocazione turistica che, con le loro eccellenze ed i loro centri storici, talvolta anche patrimoni dell’umanità, sono spesso volano per interi distretti turistici, vallate e comprensori, generando ricchezza e indotto anche oltre i propri confini comunali e rappresentando una parte importante dell’economia italiana. Chiediamo al Governo e a tutte le forze politiche presenti in Parlamento – conclude Marrucci a nome di tutti i Sindaci firmatari – di correggere la norma in sede di conversione del decreto legge”.

 Ricordando che i Comuni che si sono uniti all’appello sono 46, tra gli altri figurano San Gimignano, Montalcino, Montepulciano, Pienza, San Quirico d’Orcia, Buonconvento, Sarteano e Chiusi nel Senese, Greve in Chianti e Barberino del Mugello (Firenze), Castiglione della Pescaia (Grosseto), Barolo, Barbaresco, Monforte d’Alba e La Morra (Cuneo), Pollica, Positano e Amalfi ( Salerno), Volterra (Pisa), Porto Venere (La Spezia), San Vincenzo (Livorno), Portofino (Genova), Otranto e Castrignano del Capo, Melendugno, Porto Cesareo e Castro (Lecce), San Severino Lucano, Guardia Perticara e Rionero in Vulture (Potenza), Iseo (Brescia), Valsinni (Matera), Diamante e Papasidero (Cosenza), Città della Pieve (Perugia), Pula ( Cagliari), Cabras (Oristano), Castelsardo (Sassari), Malfa Isola di Salina (Messina), San Vito di Cadore (Belluno), Castiglione dei Pepoli (Bologna), Quarrata (Pistoia), Sizzano (Novara), Nemi (Roma), Selvino (Bergamo), Gibellina ( Trapani).

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