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San Lorenzo, non si placa la rabbia degli ambulanti Cronaca

Il vicesindaco Dario Nardella annuncia “l’operazione riordino” e San Lorenzo esplode. Fra i banchi rabbia, tensione, sfoghi verbali contro una decisione vissuta come una vera e propria ingiustizia. "Noi di qua non ce ne andiamo: abbiamo già preso contatto con alcuni avvocati – ha spiegato Mauro Bufalari, presidente uscente degli ambulanti della storica piazza – e se necessario utilizzeremo anche questa strada. Non siamo disposti a veder mandare in fumo dall'amministrazione posti di lavoro e la sicurezza di tante famiglie. Se questo non basterà  resisteremo: per mandarci via il Comune dovrà chiamare i Carabinieri".
Ricapitolando, entro Febbraio- secondo le parole di Nardella- tutte le bancarelle della piazza devono essere traslocate in altri luoghi come, per esempio, piazza del mercato centrale e lasciare spazio al bus elettrico che connetterà piazza San Marco alla stazione centrale. Ma i proprietari delle bancarelle non ci stanno, e la delegazione degli ambulanti presenti ieri sera all’incontro col vicesindaco spiegano vivacemente le ragioni.. Intanto, la sensazione che denunciano è quella di essere rimasti spiazzati e adirati dal fatto che la pretesa del sindaco di trasferire duecentocinquantatrè banchi (considerando San Lorenzo e Santa Maria Novella), in altre zone come il mercato centrale o lungarno Annigoni sono del tutto improponibili. Le leggi del mercato sono severe, senza flusso di gente, il guadagno scarseggia e il rischio di chiudere definitivamente è concreto. La decisione della giunta è senza dubbio da considerare letteralmente come un pugno nell’occhio per i commercianti di San Lorenzo. Da cento anni sacro e profano hanno costituito un connubio affascinante e all’improvviso tutto questo potrebbe essere spazzato via dall’opera di riordino del comune. I motivi della “rivolta” sono collegati tra loro come gli anelli di una catena. Lo spostamento in altre zone della città come Piazza del Mercato Centrale o il lungarno Annigoni implicherebbe una perdita dei guadagni vista la diversa collocazione logistica e ciò porterebbe ad una perdita del lavoro, che per molti, se non tutti, è il lavoro di una vita frutto di sacrifici, da lasciare ai figli che si vedrebbero privati del loro futuro. I proprietari delle bancarelle avevano costruito un progetto per ridurre e modernizzare i banchi ma non contemplavano la possibilità di migrare in altre zone. Gli affari dello storico mercato che si articola ai piedi della basilica di San Lorenzo, non sono tutti rose e fiori, i guadagni sono concentrati sul turismo che fa da padrone in quella zona. Ottimizzare gli spazi, liberare la facciata e l’entrata delle cappelle medicee non era un problema, ma dover traslocare per far passare un bus elettrico ha fatto incrementare la bile. Come risposta al pugno duro di Nardella, gli ambulanti hanno deciso di ripagare, così, con la stessa moneta e hanno giurato che neanche con la forza sono disposti a lasciare il loro posto di lavoro. I proprietari delle bancarelle, puntano il dito contro l’amministrazione che li considera come una classe privilegiata e finge di non capire qual è la realtà della situazione di crisi, pronti a tutto per difendere il posto di lavoro. “Siamo arrivati al limite di sopportazione, sembra di essere il male di Firenze, mentre i venditori abusivi possono far quello che gli pare. Ci rinfacciano di non essere un mercato d’italiani, di non vendere il made in Italy ma noi vendiamo solo roba prodotta in Italia. La realtà è che la giunta comunale non ha un progetto serio, Renzi promette tutte queste operazioni solo per la propria visibilità e per lo spirito arrivista che lo contraddistingue”. Dal lungo dialogo emerge la delusione nei confronti della giunta per non avere in mente un progetto chiaro per risolvere il problema della mobilità, perché se la questione principale per l’amministrazione è dove far transitare il bus elettrico, dovrebbe almeno studiare un ventaglio di soluzioni possibili e alternative prima di emettere sentenze che rischiano di far perdere il lavoro a tante famiglie che hanno dedicato la maggior parte della loro vita al commercio. La soluzione di spostare gli ambulanti in altre zone è, di fatto, la peggiore, perché significherebbe mandare sul lastrico tantissime persone.

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