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San Polo: una piazza per il Dottore che il paese non dimentica Società

Il vecchio dottore se n'è andato da qualche mese, ma il paese non dimentica. Anche se è stata la morte a porre fine all'esistenza terrena del medico Luciano Cecconi, medico di corpi e di anime di San Polo in Chianti, c'è chi non vuole perdere la memoria e gli affetti che questo dottore d'antico stampo ha profuso sul paese. Perciò, detto fatto: si è costituito un comitato a San Polo, che si è riunito per la prima volta qualche settimana fa, alla presenza di sindaco e assessori, che prenderà una serie di iniziative per perpetuare ciò che il Dottore ha costituito prima di tutto nella coscienza collettiva della comunità. E ci sarà una piazza, a San Polo davanti alla scuola, che prenderà il suo nome. Nella piazza, una scultura di bronzo, di mano della scultrice Maria Chiara Cecconi, una delle 4 figlie del medico, vedrà il vecchio dottore a sedere su una panchina, mentre rimira la sua comunità. Perchè, spiega Maria Laura Cecconi, psicologa e primogenita del medico, "l'idea è quella di avere una struttura 'aperta', su cui le persone e i bambini possono sedere e toccare la figura di mio padre, una scultura accogliente nei riguardi della gente". Insomma, che rappresenti ciò che il dottore è sempre stato.

Già, perchè Luciano Cecconi non ha solo curato la salute fisica dei cittadini di San Polo, che per almeno tre generazioni gli sono stati debitori di un sollecito e competente "servizio" di assistenza sanitaria. No, perchè il Dottore, come era chiamato con affetto dai suoi concittadini l’istintivo accoglimento delle sofferenze altrui, "curava" anche cose che non hanno immediatamente a che fare con le medicine: sofferenze più sottili, piccoli e grandi disagi quotidiani che avvengono nella modesta saga famigliare di ciascun essere umano. E così, era evidente che non solo nei dolori, ma anche nelle gioie delle famiglie di San Polo il Dottore aveva la sua parte. Proverbiale l'amicizia con il parroco don Vittorio Nannicini, che ne faceva un duo inseparabile nella tessitura dei valori saldi che il paese conteneva nella sua struttura collettiva.

Figura originale, quella di Luciano Cecconi: grande viaggiatore, fotografo e filmaker instancabile, appassionato di piante, giardini e soprattutto alberi, le sue tracce si trovano tutt'ora nelle strade di San Polo: sakura giapponesi dalla fioritura rosata, alberi e piante lungo le vie e nei giardini, recano l'impronta di questo medico di tradizione famigliare legata alla terra che cresce e fa vivere piante e, soprattutto, alberi. Alberi, che durano al di là della vita di chi li pianta, dando ombra e deliziando anche le generazioni successive.

Un filo che lega insieme anche la sua passione per le immagini: incredibile e varia la sua raccolta di foto e filmati che spaziano da viaggi in terre lontane, all'accompagnamento della trasformazione di San Polo e dei suoi abitanti dagli anni '50 in poi: foto storiche di ambienti, persone, cose irrimediabilmente cambiate dal tempo. Ma riconoscibili, o di cui l'unica traccia che rimane sono le immagini scattate dal Dottore. Tant'è vero che, fra le proposte del Comitato, c'è anche quella di istituire un Fondo Cecconi d'interesse storico, un Archivio cui potranno rifarsi proficuamente gli studiosi di storia locale. Dunque, il paese che non vuole lasciare definitivamente il suo Dottore, lo ritroverà là, davanti alla scuola, in mezzo ai bambini che magari giocando gli tireranno il naso di bronzo.

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