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Sansepolcro, presentato Rio, il robot “ripara ginocchia” Innovazione

Firenze –  E’ in funzione all’ospedale di Sansepolcro il sistema RIO, una piattaforma robotica ad alta tecnologia per la chirurgia protesica in ortopedia. L’hanno presentata stamattina l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, il direttore generale della Asl 8 di Arezzo Enrico Desideri e i direttori delle Unità operative di ortopedia di Arezzo Patrizio Caldora e del Valdarno Luigi Ciampalini. Presente anche il sindaco di Sansepolcro Daniela Frullani. Utilizzato per interventi su artrosi primaria e secondaria, RIO è in funzione allo scorso luglio ed è l’unico braccio robotico del genere in Toscana. In tutta Italia se ne contano sei: due in strutture pubbliche (Sanseplocro e Modena) e quattro in strutture private, di cui due con casistica maggiore. 

Come funziona il braccio robotico RIO. RIO è, in sostanza, una sorta di terzo occhio del chirurgo e un alleato del paziente. Se infatti consente al primo di ridurre al minimo il margine di inesattezza nel posizionamento della protesi (oltre a più o meno gravi errori umani), promette al secondo il successo pressoché assicurato dell’intervento di protesizzazione. Il metodo di applicazione di RIO precede l’operazione in senso stretto. Attraverso una simulazione pre-operatoria effettuata in 3D sulla Tac del paziente, è infatti possibile programmare il lavoro che il braccio robotico andrà a fare sul ginocchio o l’anca così come pianificato dal chirurgo, con estrema precisione, su software. È ovviamente il medico a guidare RIO – che opera con un margine d’errore stimato sui decimi di millimetro – ma la programmazione impedisce l’inavvertito (ed eventuale) contatto con nervi, vene e arterie. In certi casi, infatti, il braccio robotico si arresta, impedendo danni secondari.
Simulazione pre-operatoria e confronto con i risultati finali hanno dato, fino ad oggi, risultati ottimali. Utilizzata per interventi di impianto di protesi su anche e ginocchia, dal 2011 la tecnica robotica RIO è stata applicata 1457 volte (di cui 1260 su ginocchio e 197 su anca). Dallo scorso luglio, A Sansepolcro sono state impiantate 58 protesi.

I benefici – La chirurgia robotica si differenzia dalla tradizionale per precisione, accuratezza e riproducibilità dell’atto chirurgico. Il piazzamento della protesi effettuato con l’ausilio di RIO, oltre a ridurre al minimo il dolore e le probabilità di insuccesso dell’intervento (e dunque di interventi di revisione per malposizionamento), consente al paziente tempi rapidissimi di degenza e di recupero (“il giorno dopo si cammina”, garantisce il direttore della Asl 8 di Arezzo Enrico Desideri), minore sanguinamento, maggiore durata degli impianti riduzione quasi totale delle lussazioni e una fortissima diminuzione della differenza di lunghezza degli arti. Ma i benefici pendono anche dalla parte del medico (riproducibilità dell’intervento e minor percentuale di errori umani) e dell’azienda ospedaliera, che vede una sensibile riduzione dei costi di ri-protesizzazione, dunque un minor costo sociale del paziente.

“RIO è molto innovativo – ha detto l’assessore Marroni – e fa parte di una strategia regionale strutturata negli anni che, partita da Grosseto, ha poi toccato Careggi, Pisa, Siena, Arezzo. Il fatto che sia collocato a Sansepolcro smentisce le voci che vogliono la Regione non curarsi dei piccoli ospedali. Semmai è la dimostrazione del contrario”.

Sul sito della Asl 8 di Arezzo è possibile vedere un video dell’intervento con il sistema RIO.

 

 

 

 

 

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