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Sandro Vannini, neo coordinatore nazionale dei Corecom italiani: “Spazio alla comprensione, formazione e gestione dei nuovi media” Società

Sandro Vannini, presidente del Corecom Toscana è stato nominato Coordinatore nazionale dei Corecom italiani (Comitati Regionali per la Comunicazione). Vannini, 45 anni, subentra all’abruzzese Filippo Lucci nella guida dell’organismo che intrattiene rapporti istituzionali a livello nazionale e promuove le buone pratiche realizzate a livello locale dai singoli Corecom regionali. E’ la prima volta che il Presidente del CoReCom toscano preside il Coordinamento nazionale dei CoReCom.

E’ un riconoscimento per le competenze giuridiche ed amministrative di Sandro Vannini e per il suo attivismo che ha portato il CoReCom Toscana ad assumere iniziative innovative su molti fronti a partire da quelle su Internet e minori, il vademecum Internet@minori@adulti (fino alla recente istituzione, a Firenze, dell’Osservatorio nazionale su internet e minori) e alla ricerca sul giornalismo digitale e censimento delle testate on line.

sandro vannini

Abbiamo raggiunto il Presidente Vannini con alcune domande su queste iniziative che vedono il Corecom della Toscana in prima linea sui temi legati ai news media.

Una strada da proseguire? Penso, ad esempio alle problematiche legate ai social network, spesso teatro di una esasperazione dialettica.
“La tematica dei nuovi media trova spazio nel programma presentato per la candidatura al coordinamento nazionale. Molti Corecom promuovono azioni informative sul rapporto internet e minori e sulla web reputaction. Occorrerrà mettere ancor più in sinergia queste iniziative affinchè le attitività dei Corecom sia sempre più una azione di sistema”. A titolo di esempio segnalo che tra gli obbiettivi del nuovo Coordinamento vi è quello di favorire lo svolgimento di funzioni ulteriormente delegabili in futuro da Agcom al sistema dei Corecom sui seguenti temi: azioni per tutela dei minori sul web, agenda digitale; banda larga e ultralarga; monitoraggio delle web tv.

Quali sono gli elementi più significativi del suo programma per i prossimi diciotto mesi?
“Mi preme evidenziare alcune delle idee del paragrafo 6 del programma, quello denominato “Proposte per ulteriori competenze e nuove progettualità”. Proponiamo il mantenimento delle competenze in essere presso i Corecom con una contestuale rivendicazione di maggiori risorse da Agcom; favorire lo svolgimento di funzioni ulteriormente delegabili in futuro da Agcom sui temi citati nella risposta di cui sopra; proporre il sistema dei Corecom ad altre Authority nazionali per lo svolgimento di loro funzioni strumentali sui diversi territori regionali; per esempio nei confronti dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID); dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (in considerazione delle attività svolte in tema di tutela dei minori nell’ambito del monitoraggio dell’emittenza televisiva locale e nelle azioni di diffusione ed informazione sul rapporto internet e minori); del Garante per la protezione dei dati personali (in relazione alle questioni della web reputation e della tracciabilità dei dati sui diversi strumenti di comunicazione). Infine, vorrei evidenziare l’interesse di favorire la formazione professionale del personale afferente ai comitati da non disperdere con il frequente turn over di personale anche dirigenziale che si è succeduto nel corso di questi anni. Risulterebbe strategico istituire anche un elenco certificato da Agcom, in qualità di ente delegante, dei dipendenti Corecom che svolgono l’attività di conciliazione/definizione da almeno un biennio”.

Lei ha parlato di intensificare i rapporti con la Conferenza delle Regioni. Con quali obiettivi?
“Il sistema relazionale istituzionale dei Corecom, tramite il suo Coordinamento Nazionale, è sulle tre direttrici seguenti: con la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle regioni e delle province autonome, con l’Autorità per la Garanzia per le Comunicazioni, con il Ministero per lo Sviluppo Economico. Sarà intenzione intrattenere rapporti istituzionali in maniera equilibrata nelle tre direzioni, prestando particolare attenzione a quelli con la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative in considerazione che i Corecom sono, in primis, organi strumentali delle Regioni ed i suoi rappresentanti sono eletti e/o nominati dai suoi organi. Ciò in considerazione che negli ultimi anni il rapporto del Coordinamento con la Conferenza è stato, decisamente, episodico!!”.

Quale linea terrà nel rapporto con Agcom?
“Con Agcom siamo nell’attesa fase del rinnovo delle funzioni delegate, auspicando una sua rivisitazione in considerazione dell’aumento dei carichi di lavoro per le deleghe sulle conciliazioni e definizioni delle controversie, per la delega sul monitoraggio delle emittenti locali. L’anno di riferimento per il riparto delle risorse economiche Agcom tra i Corecom è del lontano 2007 senza che sia intervenuto nessun incremento nel corso di questi anni di aumentati carichi di lavoro. E’ necessario reiterare la richiesta di un considerevole e significativo aumento della somma complessiva stanziata nell’ultimo accordo quadro del 2008 (scaduto dal 2011). Preme evidenziare che la tematica in oggetto riguarda i Comitati per la parte operativa mentre è di competenza politico istituzionale degli organi elettivi delle Regioni. Pertanto, il Coordinamento dovrà proseguire, con fermezza, l’azione di moral suasion verso la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative e con questa raccordarsi per azioni comuni”.

E con il Dipartimento Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico?
“In materia di provvidenze economiche alle emittenti radiotelevisive private, da anni, i Corecom svolgono un’attività amministrativa per conto del Dipartimento delle Comunicazioni del Ministero per lo Sviluppo Economico. Nonostante diversi cambi governativi l’impianto del decreto è rimasto invariato. In questi anni sono emerse problematiche su diversi aspetti giuridici. Sarebbe necessario e doveroso che per questa attività svolta, di assunzione anche di responsabilità, sia riconosciuto al sistema dei Corecom un minimo di risorse economiche. In questi anni, infatti, le Regioni sono state costrette ad accollarsi costi che non possono essere sopportati per un’attività amministrativa affidata. Si ricorda, inoltre, che non esiste alcuna delega formale. Ciò rilevato si ritiene, pertanto, doveroso approfondire giuridicamente con il Ministero la questione degli oneri della difesa all’interno dei contenziosi, così come fa l’Agcom”.

 

 

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