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Sanità: come mettere il cittadino “in sicurezza” Opinion leader

Pistoia – Salute e Sanità: un binomio possibile?  Si, ma con un modello innovativo che ritengo possibile, e cioè partire da realtà già esistenti sul territorio e allargare l’orizzonte oltre un “pubblico” ristretto dai costi eccessivi, dai budget da osservare a discapito dei cittadini. Una cosiddetta Azienda che più di essere una garanzia a difesa della salute pare essere un ” carrozzone ” a difesa delle poltrone.

Una vera e propria integrazione, quindi, tra pubblico e privato, e direi anche “sana”, senza tanta retorica. Il socio-sanitario privato, quello rappresentato dalle numerose associazioni di volontariato e di chi già opera con presenza ed eccellenza nel nostro territorio, associazioni di stampo scientifico, operatori della sanità e promotori della salute possono essere un prezioso appoggio.

Una Sanità diversa ? Una sanità forse da poter definire, con coraggio e senza paura di ledere nessun principio, sicuramente innovativa, con presidi e servizi diffusi, con l’obbiettivo del  miglioramento dei servizi e della vita dei cittadini. Solo allora si potrà parlare di Salute. Perché la Salute non è un concetto astratto, ma un modello di riferimento preciso che mette al centro di tutto il processo una unica identità: l’uomo, il cittadino, il paziente. La sanità pubblica sarà solo un ricordo? Direi di no. A differenza di quanto sollevato dal Crest, non sarà un modello che vedrà due percorsi contrapposti: “la sanità pubblica per i poveri, svuotata di risorse e di investimenti, e la sanità privata e convenzionata “eccellente e accessibile” per chi se la potrà permettere.”

Affatto. Già adesso chi necessita di cure si rivolge altrove con aggravio di spese e trasferimenti che potrebbero essere evitati avendo convenzioni in atto con strutture private o, comunque, con agevolazioni tariffarie cosiddette “sociali”. Cosa significa esattamente “pubblico” nella sanità ? Qualcosa che garantista l’immediato accesso alle cure, ovviamente, non necessariamente l’abuso o, come in tempi passati, il lucro perpetuato sulle prestazioni e/o sui medicinali. I tempi delle vacche grasse sono terminati, adesso occorre pensare al futuro con occhio moderno e innovativo.

A partire dalla tecnologia che può supportare il passo in avanti necessario. Innovazione e Sanità vanno a braccetto: penso alle analisi trasmesse on line, alle prenotazioni da casa, al maggiore collegamento tra servizi e medici specialistici. E da tempo si parla solo di tagli. I tagli non piacciono a nessuno, sopratutto perché a rischio sono sempre i servizi, ma l’importante è poter fare quel passo avanti coraggioso, ma fondamentale, sul territorio: una riorganizzazione di servizi medici e specialisti, magari prevedendo presidi alternativi dietro l’angolo e di facile accesso, anche a livello di tempistica, e così potremo davvero azzerare le lunghe liste di attesa.

Penso a tutte le professionalità che potrebbero venir impiegate, magari prevedendo strutture intermedie per seguire le lunghe degenze, o tutti quei pazienti che per ragioni di gravissime patologie sono costretti ad entrare ed uscire continuamente dall’ospedale perché a domicilio diventa impossibile la cura,  oppure pensare al ricovero presso il domicilio stesso del dimesso o del cittadino, che consentirebbe di snellire le corsie di ospedale o dei Pronti soccorsi e maggiore tranquillità, rimanendo in ambiente loro conosciuto.

L’80% del sistema sanitario si basa su diverse ed importanti professioni sanitarie quali infermieri, ostetrici, tecnici, fisioterapisti etc. senza le quali non vi sarebbe ciò che si chiama  “tutela” della salute. Prevedere, altresì, Servizi integranti con professionalità quali Psicologi, Psicoterapeuti e Psiconeuroimmunulogi consentirebbe di chiudere un cerchio importante per considerare davvero  l’universo Uomo nella sua interezza: Mente , Corpo, Cervello. Ecco che si può arrivare a parlare di Salute, più serenamente.

Perché solo così si potrà raggiungere e mantenere una sanità di eccellenza, ed anche gli ospedali del territorio lavoreranno meglio senza lunghe file di attesa e con maggiore respiro: ” Molto spesso i cittadini, le persone, corrono in ospedale per semplici paure, ansie incontrollate, oppure perché non riescono ad effettuare esami clinici in tempi loro necessari. Ecco che pensare a “servizi esterni integranti” può essere la chiave di volta per una sanità migliore”: così si esprime Sabrina Ulivi, dello Studio Ulivi, psicoterapeuta, psiconeuroimmunologa, docente dell’università di Siena e della scuola di specializzazione di Psicoterapia Integrata IPI, che dirige oltre il suo studio, il Centro di Eccellenza di Psiconeuroimmunologia a Koinos ( presso la Fondazione Turati). Un classico esempio di come il privato può collaborare con il pubblico attraverso i professionisti presenti e specializzati in varie discipline.

E conclude Ulivi :” La nuova frontiera della Psiconeuroimmunologia abbraccia interamente la persona ed ha la capacità di veicolare la stessa , dopo esami strumentali ed obbiettivi, verso la cura migliore, quindi dopo aver valutato di ciò che necessita sia la mente che il corpo. Una presa in carico totale da parte di Esperti che necessariamente devono dialogare con la parte medica per una maggiore efficacia non solo della sanità ma della salute, per noi di primaria importanza” . Pensare , quindi, ad un Sistema sanitario di tipo integrante “può” essere quella svolta epocale che diminuirebbe vistosamente i costi della sanità a beneficio( e non come sempre a scapito )  della popolazione.

Un cittadino messo in “sicurezza” è un cittadino che costa assai meno di chi, non sapendo dove rivolgersi, corre nelle strutture sanitarie comportando spese ed ingolfamenti inutili. Fermo restando che si parla, ovviamente, di problematiche di riferimento a tutti quei frangenti nei quali non c’è urgenza nè rischio vita, per le quali occorre fare riferimento unicamente alla struttura ospedaliera più vicina.

 

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