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Sanità e vaccini: quando la ragione si inchina ai ciarlatani Opinion leader

Reggio Emilia – I fasti e i nefasti del Metodo Di Bella, che ha illuso tante persone angosciate, sono ormai lontani, anche se non è escluso che qualcuno ancor oggi tenti di ricorrervi. Verrà archiviato insieme al siero anticancro ideato , dal veterinario Liborio Bonifacio, siero ricavato dalle feci e dall’urina di una capra,, aggiungendo  acqua bidistillata;  la presunta cura ottenne grande risalto nel 1969;  tanto che l’allora Ministro della Sanità ne autorizzò la sperimentazione.

Della penultima grande bufala, quella del metodo Stamina,  si è dibattuto accanitamente, anche con l’intervento delle Procure, nonostante che  sia privo di una validazione scientifica terapeutica. E’ di questi ultimi giorni  il parere depositato dalla Cassazione: “Non ha validità scientifica ed è pericoloso …. L’unico protocollo presentato non è supportato da dati scientifici, è privo di riferimenti a procedure scientifiche validate o a pubblicazioni scientifiche, e in esso le metodiche non sono dettagliate”. Insomma, l’uomo ha bisogno di speranze e illusioni alle quali aggrapparsi .

Bufale a parte, grazie ai progressi della medicina, il cancro oggi non è più un mostro invincibile. La disinformazione produce ancora i suoi frutti, soprattutto quando si parla di vaccini. Molti forse non ricordano che grazie ad essi, e alle norme igieniche, la nostra salute è enormemente migliorata negli ultimi 150 anni.

Per apprezzarne l’importanza consideriamo il vaiolo. Nel XX ° secolo ha ucciso tra i 300 milioni e 500 milioni di persone. Una campagna di immunizzazione globale lanciata nel 1960 ha portato alla eradicazione della malattia nel 1979.

Nonostante la comunità scientifica ne abbia più volte confermato la sicurezza, l’idea che i vaccini facciano più danni che benefici è ancora dura a morire per molti. Come il presunto (e smentito) legame tra vaccini e autismo sostenuto su Lancet, da Andrew Wakefield. Nel 1998 il medico pubblicò uno studio nel quale si stabiliva una correlazione tra la vaccinazione ‘triple virica’ e l’autismo. All’inizio dell’anno 2000 il medico fu osannato dai media, fino a quando l’inchiesta del Sunday Times lo smascherò. Molti genitori decisero di non vaccinare i loro figli. Il problema è che lo studio di Wakefield era una frode scientifica premeditata, con uno scopo unicamente economico. La truffa fu cosí scandalosa che il Regno Unito ritirò a Wakefield la licenza per l’esercizio della medicina per truffa e The Lancet soppresse l’articolo e chiese scusa. Due anni prima questo medico era entrato in contatto con un avvocato del movimento anti-vaccinazioni, che voleva denunciare le case farmaceutiche allegando la storia dell’autismo ma, ovviamente, non disponeva di prove. L’incaricato di provvedere le prove fu Wakefield. I profitti potenziali per le indennizzazioni basate in quella falsificazione scientifica erano incalcolabili.

A complicare la questione, e disorientare i cittadini, anche le decisioni di alcuni tribunali che hanno dato ragione alle famiglie  che accusavano i vaccini come i responsabili delle malattie dei propri figli. In conseguenza anche in Italia abbiamo assistito ad un crollo delle vaccinazioni: per morbillo rosolia. Inoltre negli ultimi anni sono circolate assurde convinzioni pseudoscientifiche, come il fatto che i vaccini possano fare diventare gay oppure sterili.

Dunque si rischia di tornare indietro di mezzo secolo, quando di molte malattie, oggi quasi sparite, si moriva giornalmente.  La regione europea  negli ultimi anni ha visto aumentare i focolai di malattie prevenibili con i vaccini: nel 2013 sono stati oltre 30.000  i casi di morbillo e  quasi 40.000  quelli di varicella. Numeri che si sono  notevolmente ridotti nel 2014 , ma ancora troppi. Il Regno unito è stato alle prese con una epidemia di morbillo che ha causato molti morti, dovuti al fatto che circa un milione di bambini non sono stati vaccinati contro la malattia.

Sebbene infatti i tassi di copertura in Europa siano  elevati, sono ancora troppi i bambini che non si sottopongono alle vaccinazioni: degli oltre 11 milioni nati nel 2012 nella regione, circa 550 mila non hanno ricevuto tutte le dosi per la copertura da tetano, pertosse e difterite. In Italia sono ancora poche le donne che decidono di immunizzarsi contro il papilloma virus, responsabile del cancro alla cervice, che provoca molte  morti.

Due parole ancora, sull’influenza. Nell’Emilia-Romagna circa 230.000 persone hanno preso l’influenza e sono raddoppiati i casi gravi di contagio e i decessi fra gli anziani. Ciò è attribuibile in parte al fatto che le vaccinazioni sono crollate rispetto all’anno precedente, 120.000 in meno. Per questo è necessario continuare le campagne vaccinali. Il governo australiano ha deciso di sospendere, dal 2016, i sussidi alle famiglie che non vaccinano i propri figli perché negli ultimi dieci anni il numero dei bambini non immunizzati è cresciuto di 15000 unità.

E anche  la sconfitta della poliomielite – era il 2002 quando ne venne dichiarata l’eradicazione in  Europa – è in pericolo, considerando l’epidemia del 2010 con morti in 4 paesi della regione europea:  17 dei 53 paesi della regione sono oggi considerati a rischio di trasmissione del virus .  Le nostre mamme e nonne avevano il terrore  della poliomielite, che provocava non solo morti, ma anche paralisi dei bambini. Il vaccino Sabin  aveva pressoché eliminato la poliomelite dall’ Europa. Ma  questo vaccino provocava in 1 caso su 600-700mila una paralisi da vaccino.. Quando il rischio del vaccino era diventato superiore a quello di contrarre la malattia, fu abbandonato e si iniziarono a usare virus uccisi.

Oggi, grazie ai vaccini, si è persa la percezione del rischio di molte malattie.  Tutto ciò vale, senza ignorare che l’industria farmaceutica, la quale  ha in mano praticamente la stragrande maggioranza della ricerca farmacologica, non è costituita da angioletti e benefattori dell’umanità

 

 

 

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