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Sanità, Federico Gelli: “Evitati i tagli lineari” Politica

L’on. Federico Gelli, in qualità di responsabile nazionale sanità del PD ha seguito da vicino i lavori che hanno portato all’ intesa stato-regioni sulla sanità. Gli abbiamo rivolto alcune domande per conoscere meglio lo “stato di salute” del servizio sanitario

 Come valuta l’accordo sui tagli alla sanità stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni?

 “E’ stato raggiunto un obiettivo molto importante perché è stato rispettato l’impegno del Governo di ridurre la spesa sanitaria ma senza tagliare i servizi ai cittadini. La Conferenza Stato-Regioni, ha approvato il testo dell’intesa sui tagli da 2,352 miliardi del fondo sanitario per il 2015 : Abbiamo chiesto alle regioni maggiori sacrifici puntando a rendere maggiormente efficiente la spesa sanitaria e al taglio di sprechi e doppioni. In questo modo abbiamo evitato i tagli lineari e ribadito l’impegno a lavorare sulla produttività. Sono queste le novità più importanti di questo accordo a cui ho dato il mio contributo come responsabile sanità del Partito Democratico. Un’ intesa che ci permetterà di guardare con più fiducia al futuro del nostro Servizio Sanitario Nazionale che dovrà essere più sostenibile ma allo stesso tempo in grado di mantenere gli stessi livelli qualitativi che fanno oggi della sanità italiana un’eccellenza”.

 A proposito del futuro del servizio sanitario, lei ha promosso una mozione,approvata a larga maggioranza dalla Camera, sul tema del ricambio generazionale in sanità

 “Abbiamo voluto dare un forte segnale di attenzione e di valorizzazione a tutti coloro che operano nella sanità. Dopo anni di tagli, blocco del turn over e aumento del precariato chiediamo al Governo di favorire il ricambio generazionale nella sanità perché i medici, gli infermieri e tutti gli operatori sono il vero patrimonio del nostro sistema sanitario pubblico. Non dobbiamo guardare alla sanità solo come fonte di spesa ma come ad una risorsa importante per il futuro del nostro paese. Giusto tagliare gli sprechi, razionalizzare il sistema, ma tutto questo deve essere fatto in favore di una maggiore sostenibilità ed efficienza. Soprattutto bisogna guardare con occhi diversi al personale sanitario, oltre 700 mila persone che ogni giorno sono chiamate ad assicurare i livelli essenziali di assistenza e garantire il diritto alla salute in condizioni sempre più difficili. Oltre il 36% dei medici ha più di 55 anni e il 30% degli infermieri ha più di 50 anni, con un incremento dei carichi di lavoro e dei turni straordinari di lavoro del personale”.

Insomma, un segnale positivo per un settore così importante per la vita di tutti noi

“Questo Governo e la sua maggioranza hanno già dato segnali importanti per cambiare in meglio il nostro sistema sanitario. Ad esempio, con il decreto Madia attualmente in discussione, abbiamo messo fuori la politica nella scelta dei manager con l’istituzione dell’albo nazionale dei direttori generali. Ora è giunto il momento di dare una risposta concreta anche sul fronte del lavoro perché il precariato non può essere una risposta definitiva e non deve essere utilizzabile in settori sanitari molto delicati (emergenza urgenza, terapia intensiva, centri trapianti ecc).

Ecco perché è importante rimuovere gli elementi che creano difficoltà nelle assunzioni a tempo indeterminato, inserire la mobilità regionale, sbloccare il turn over nelle regioni con i conti a posto, favorire un’ area negoziale distinta per i dirigenti sanitari che sono l’80% di tutta la dirigenza pubblica”.

 La Toscana ha ridotto il numero delle Asl come misura di razionalizzazione di spesa. Cosa ne pensa?

 “Più che il numero delle aziende, ai cittadini interessa la qualità dei servizi . E’positiva la riforma della sanità toscana ma insieme ad elementi condivisibili ha alcuni punti da chiarire che ritengo siano la conseguenza di una elaborazione fatta in fretta nell’ultima fase della legislatura. Perciò spero che il nuovo Consiglio Regionale superi tali criticità per ottenere con questa riforma una crescita qualitativa del sistema sanitario toscano, in linea con quella forte spinta al cambiamento che sta portando avanti il Governo con il Patto per la Salute che punta allo snellimento burocratico, al taglio degli sprechi e ad un servizio sanitario pubblico più efficiente e sostenibile da un punto di vista economico”.

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