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Sant’Anna di Stazzema, il Presidente: “Strage disumana, attenti ai rigurgiti di odio razziale e fanatismo” Breaking news, Cronaca

Firenze – E’ Sergio Mattarella, il Presidente della Repubblica, a dire oggi le parole per ricordare.  Per ricordare ancora, 76 anni dopo, con sgomento, con stupore desolato, con rabbia mai sopita, con dolore incessante, quella mattina di 76 anni fa, il 12 agosto 1944, quando a Sant’Anna di Stazzema, un piccolo borgo toscano, si scatenò l’inferno. A eseguirlo, la 16. SS-Panzergrenadier-Division “Reichsführer-SS”, guidata da collaborazionisti italiani che condussero le SS fino al paese, a comandarlo, il generale (GruppenführerMax Simon. Un inferno che vide in un crescendo bestiale cadere sul terreno 560 vittime. Una divisione che ha a suo carico varie stragi, sempre perpetrate sulla popolazione civile  italiana: 11 agosto a Nozzano (59 morti); 12 agosto quattro compagnie del II battaglione del 35º reggimento a Sant’Anna di Stazzema (560 morti); 24 agosto, a Vinca (170 morti). Settembre: rastrellamento della Certosa di Farneta, 12 monaci certosini più 32 rifugiati, fucilati via via; fra il 10 e il 16 strage delle Fosse del Frigido; 16 settembre Bergiola Foscalina, 72 morti, donne e bambini, con vilipendio di cadaveri; infine Marzabotto, Bologna,, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944.  Spazzate via 770 persone.

Chi erano, le vittime di Sant’Anna di Stazzema? Citiamo dal portale “La Memoria dell’Eccidio” *: “Nonni, madri, figli e nipoti. Paesani e sfollati. Civili, inermi, indifesi. Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, Evelina, in preda alle doglie del parto, Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, gli otto fratellini Tucci con la mamma. Nel giro di poche ore, nei borghi del piccolo paese, alla Vaccareccia, alle Case, al Moco, al Pero, ai Coletti, centinaia e centinaia di corpi rimasero a terra, senza vita, trucidati, bruciati, straziati”. 560 morti, e dopo, il fuoco, a bruciare i corpi straziati, le stalle, le masserizie. A cancellare e irridere l’Umanità intera. Tra di essi, solo 350 poterono essere identificati, 65 erano bambini minori di 10 anni di età.

La magistratura militare italiana, che si occupò della strage in seguito alla scoperta causale, nell’estate del 1994, di 695 fascicoli “archiviati provvisoriamente” in un armadio negli scantinati della procura militare di Roma riguardanti crimini di guerra commessi da nazisti e aderenti alla Repubblica di Salò, fra cui appunto la documentazione del massacro di Sant’Anna, accertò che la strage non fu frutto di rappresaglia, vale a dire compiuta per ritorsione a qualche azione nemica, ma di un vero e proprio atto terroristico, compiuto per terrorizzare la popolazione, spazzarla via, rompere i collegamenti fra civili e formazioni partigiane. Il processo giunse nel 2004,

“Il 12 agosto di 76 anni fa le frazioni di Stazzema divennero teatro dell’oltraggio più disumano: l’eccidio di centinaia e centinaia di civili inermi, soprattutto donne, bambini, anziani, rifugiati. Fu una delle stragi più efferate compiute nel nostro Paese durante l’occupazione nazista per i numeri spaventosi del massacro, per la crudeltà con cui gli uomini delle SS si accanirono sui corpi privi di vita, per lo scempio del rogo nella piazza di Sant’Anna”. Sono queste, le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Sulla base di quei valori di umanità che i nazisti e i fascisti loro collaboratori volevano annientare – sottolinea il capo dello Stato – è stata conquistata la Liberazione e costruita la democrazia. Per questo, Sant’Anna di Stazzema è divenuta al tempo stesso un sacrario e un simbolo della nostra vita civile, dei diritti inviolabili della persona, del senso di giustizia a cui nessuna società deve rinunciare e che la Costituzione repubblicana ci indica come impegno collettivo costante”.

“Non va mai dimenticato – dice Mattarella – che la volontà di potenza può spingersi fino a produrre un’ideologia di annientamento di chi è diverso, estraneo, visto come potenzialmente nemico. Non va dimenticato che quanti sottovalutano la violenza, alla fine se ne rendono complici. Non vanno ignorati rigurgiti di intolleranza, di odio razziale, di fanatismo che pure si manifestano nelle nostre società e nel mondo, a volte attraverso strumenti moderni e modalità inedite. La memoria degli eventi più tragici e dolorosi della nostra storia costituisce un richiamo incessante per le coscienze”.

“Grazie ai sopravvissuti e ai cittadini di Sant’Anna, quel luogo profanato dalla violenza più crudele è diventato una pietra angolare dell’Europa e dei suoi ideali di civiltà. Anche le onorificenze di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania, recentemente conferite a Enrico Pieri e Enio Mancini, sono un prezioso segno di speranza che rende più forti le comuni basi morali e culturali del nostro Continente”, conclude il Presidente.

Foto: Girotondo bambini nella piazza della chiesa, da http://www.santannadistazzema.org/sezioni/LA%20MEMORIA/

*citazione dal sito: http://www.santannadistazzema.org/sezioni/LA%20MEMORIA/

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

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