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Santo Spirito e mala movida, Nardella: “Valutiamo il numero chiuso per la piazza” Breaking news, Cronaca

Firenze – Residenti di Santo Spirito e sindaco Nardella, il sospirato incontro si è tenuto a Palazzo Vecchio, in Sala D’Arme, con inizio alle 19 e conclusione poco dopo le 20. Un incontro-confronto, imputata sul tavolo, la mala movida della piazza. Una questione di difficile soluzione e anche interpretazione, dal momento che per la maggor parte le persone, giovani, che si ritrovano nella piazza dell’Oltrarno non sono turisti, non sono i soliti frequentatori dei soliti giri, ma provengono dal resto della città e dall’hinterland. Ragazzi che considerano ormai la piazza luogo di sballo, soprattutto alcolico, ma anche, dicono i residenti che hanno firmato l’esposto presentato in procura qualche settimana fa, legato alle droghe. E centro della protesta dei residenti è il trattamento inflitto alla storica basilica, su cui bivaccano migliaia di persone, vergando frasi blasfeme sulle sue porte e magari orinando, come testimoniano in molti, sulle sue mura. Il senso di insicurezza cresce e anche la paura.

Di tutto ciò si è parlato stasera dunque, in un’assemblea che il sindaco definisce “viva, costruttiva, a cui hanno partecipato tutti, istituzioni, quartiere, assessori, consiglieri comunali, questore, comandante della polizia municipale, i residenti, i gestori … ringrazio tutti perché è stata una riunione molto proficua e costruttiva”.

“Il problema è molto complesso – dice Nardella – perché l’area di Santo Spirito è gà oggi l’area più presidiata in termini di uomini, di forze dell’ordine di tutta la città. Evidentemente se rimangono ancora problemi vuol dire che si devono fare altre cose. Lavorerò su 4 linee guida: la prima è quella di valutare un contingentamento dell’ingresso nella piazza, quindi un numero chiuso, con dei prefiltraggi agli ingressi della piazza e un supporto di steward che collaborano con le forze dell’ordine. Seconda linea di lavoro, è l’interdizione dalla sera e per tutta la notte, dell’accesso e della sosta-bivacco sul sagrato e sui gradini della basilica. Questa interdizione la si può in qualche modo garantire con varie soluzioni, tecniche, usando agenti e altre forme di interdizione. Lo valuteremo. Terza linea di lavoro, è il divieto di somministrazione fuori dai locali e fuori dalle aree interessate dall’attività dei locali, le aree dove ci sono sedie e tavolini. Quarta e ultima linea di lavoro, valutare come le forze dell’ordine, che sono già numerose, possano fare un’azione di contrasto più efficace rispetto ad oggi”.

“Non sono soluzioni preconfezionate – dice Nardella – in quanto queste linee di lavoro le porteremo al Cosp (comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica) le valuteremo col Prefetto e capiremo se una, o più di queste o tutt’e quattro insieme possono essere messe in pratica. Da oggi, dopo questo confronto, abbiamo un’agenda di lavoro concreta, chiara e specifica per la piazza e per le strade limitrofe”.

“Credo che quest’interesse comune porterà a qualche frutto – dice il priore della storica Basilica, Giuseppe Pagano – i 4 punti sintetizzati dal sindaco mi sembrano molto concreti. Credo, come dicevo al sindaco, che se dobbiamo trovare un obiettivo comune qualcuno a qualcosa dovrà pur rinunciare. I gestori possono sospettare un limite al loro lavoro. Ma io non credo, perché dalla mia esperienza, se noi riusciamo già a liberare il sagrato da qeulla marea di gente, gente che non va nemmeno a consumare nei locali, ne guadagna la piazza, ne guadagnano anche loro come gestori. E poi il rispetto del luogo, e anche del monumento, dal momento che vedo sempre di più che la Basilica di Santo Spirito si logora, con tutta la gente che è lì e che non ha riseptto, che fa i prpri bisogni, alcol, sporcizia ecc., il continuo alavaggio forte anche da parte di Alia ovviamente non fa bene al monumento. Dell’incontro sono molto soddisfatto”. Non è stato accantonato il progetto della cancellata. “E’ stato detto che bisogna pensare una modalità per proteggere il sagrato – continua il priore – mi pare di capire che una delle ipotesi è quella di farlo prima con un controllo, ma è ovvio, se il tentativo non riesce … La cancellata non è l’ideale, è una cosa che non ho mai amato come idea, però capisco che tante volte, se uno deve arrivare all’estremo … Lo ripeto se dovesse funzionare attraverso un controllo sarebbe l’ideale”.

“E’ importante che stasera sia emerso che il problema non è legato ai locali di somministrazione – dicono gli esercenti – ma si tratta di un problema sociale che dobbiamo affrontare tutti quanti insieme per risolverlo”.

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