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Santo Spirito, piedi mozzati per i legami interrotti, l’arte dice la sua Breaking news, Foto del giorno

Firenze – Un’installazione artistica sulla scalinata di Santo Spirito. E’ così che l’assemblea nata attorno alla protesta contro la cordonatura del sagrato della basilica che tante polemiche ha sollevato e solleva da tempo, ha risposto all’invito del sindaco di portare proposte, arte, cultura, soluzioni per uno dei luoghi più vivaci della città.

L’installazione porta il titolo “Legami – Senza legami reali il corpo si svuota e restano solo i nostri piedi inchiodati al terreno”. Si tratta di un drappo nero steso si gradini della scalinata su cui 26 bianchi piedi mozzati. “Nell’ultimo anno, quanti legami sono stati messi a dura prova o mozzati? – spiega Elia Buffa, il giovanissimo artista massese autore dell’installazione – questi piedi mozzati rapresentano la mancanza dei legami, si è provato in qualche maniera a sostituire i legami fisici con i legami telematici (quest’opera è stata realizzata nella prima parte della pandemia) ma per noi che viviamo di scambi, socialità, del vivere insieme, non funziona. Può funzionare in un momento di emergenza, ma è importante in un momento di sicurezza recuperare gli spazi, i legami, lo stare insieme. Piedi che comunicano fra di loro ma che sono stati mozzati come son stati mozzati i legami, i contatti a causa di questa emergenza sanitaria che abbiamo vissuto. Quando ho visto ciò che succedeva in Santo Spirito in questi giorni, mi è sembrato assurdo perché penso che la risposta in un quartire come questo non sia chiudere gli spazi ma ampliarli e dare la possibilità alla gente di vivere gli spazi, usufruirne in maniera sicura. La soluzione non è chiudere”.

“Potere al Popolo sostiene e partecipa all’iniziativa – dice Francesca Conti, coordinatrice nazionale di Pap – i giovani che chiedono spazi di socialità non possono e non devono essere criminalizzati, mentre i residenti devono poter continuare a vivere in una parte di città ormai presa d’assalto dalla turistificazione e dai locali dedicati esclusivamente al consumo di cibi e bevande”. Il classico problema della capra e dei cavoli? No, perché, secondo Conti, le soluzioni ci sono.

“Soluzioni immediate possono essere già individuate – spiega – l’apertura di bagni pubblici gratuiti e il sostegno alle realtà cittadine che promuovono socialità e attività culturali e di divertimento, il sostegno ai circoli e alle case del popolo con l’alleggerimento delle tasse comunali evitare la chiusura e la svendita delle tante realtà di occupazione, sono ad esempio strade che possono essere intraprese”.

“La vendita della città ai grandi investitori internazionali uccide ulteriormente la vita della città e svuota intere parti del centro città di residenti, su questo terreno la movida più incontrollata attecchisce e si diffonde, essendo scomparso il tessuto sociale” conclude Giorgio Ridolfi attivista di Potere al Popolo e consigliere di quartiere 1 del gruppo consiliare Sinistra progetto comune. Insieme ai rappresentanti di Pap, tra cui anche Lorenzo Alba, presente Francesco Torrigiani di Firenze Città Aperta, consigliere di quartiere 1 sempre nel gruppo di Spc, oltre a svariati rappresentanti dell’assemblea cittadina.

 

 

 

 

 

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